Ma l'episodio chiave della crisi geostrategica attuale, la più grave dalla "crisi dei missili" a Cuba nel 1962, sembra proprio avere una spiegazione opposta a quella propinataci dai media che vanno per la maggiore. L'aereo malese con quasi 300 persone a bordo, abbattuto nei cieli ucraini, è stato buttato giù dai militari di Kiev; anzi, probabilmente dalla fazione ultra-nazista (Pravyi Sektor) inquadrata - anche con ruoli di direzione - nella struttura dell'esercito "regolare" dopo il golpe di febbraio.
A dirlo non è qualche "orsetto" filorusso che anima con difficoltà qualche blog poco frequentato, ma una giornalista professionista di uno dei quotidiani italiani decisamente non sospettabili di antipatie per l'Ucraina nazionalista, l'imperialismo Usa e la Nato: ovvero La Stampa di Torino, organo di casa Agnelli, insomma Fiat-Chrysler Automobiles. Proprio lo stesso giornale da cui Massimo Numa conduce la sua personale crociata contro il movimento No Tav, per dirne una.
Maria Grazia Bruzzone ha firmato, due giorni fa, un lungo articolo analitico - che qui vi alleghiamo - in cui raccoglie informazioni di provenienza altrettanto "Russian free" che concorrono univocamente a definire come "attacco aereo" quello subito dal Boeing 777 malese. Niente missili terra-aria, quindi nessuna possibilità che ad abbatterlo siano stati gli insorti filo-russi e antifascisti.
L'articolo è notevole su molti piani, nonostante l'evidente sforzo di contenere il racconto entro i limiti del "tollerabile" per un giornale come La Stampa. Chiama in causa infatti le fonti di intelligence Usa, che si vanno smarcando dall'avventurismo retorico di Obama e dintorni; l'omologazione del giornalismo occidentale; i rischi di guerra mondiale dietro l'angolo; la feroce lotta interna al regime di Kiev, esplosa anche in piazza Maidan alcuni giorni fa. E tante altre cose. Soprattutto, e nemmeno tanto tra le righe, offre una spiegazione plausibile per l'abbattimento: cercavano di abbattere l'aereo presidenziale di Putin, in quelle ore - con circa 30 minuti di differenza - atteso in transito sulla stessa rotta, di ritorno dalla serie di vertici con i leader dei paesi sudamericani meno amati da Washington.









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