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lunedì 11 giugno 2012

Il “dizionario di Google”: nessuna parola in 1240 pagine, solo 21mila immagini

Due artisti londinesi hanno realizzato un vocabolario con i primi risultati del motore di ricerca. "È un manifesto della cultura umana del 2012: metà volume è fatto di rivoltanti foto mediche, pornografia, razzismo e cartoni animati di pessimo gusto" C’è stato un tempo in cui il dizionario era la fonte del sapere da cui attingere informazioni, conoscere nuove parole e ritrovare un certo “galateo” della buona scrittura. Poi è arrivato il momento in cui, se prima il dizionario condizionava la lingua scritta e parlata, era la società a contagiare i vocabolari, riuscendo ad iscrivere tra le sue pagine neologismi, parole nuove e linguaggi letteralmente inventati con il passare del tempo. Oggi, invece, è stato superato il concetto di definizione: nell’era in cui la vita è dettata dalla frenesia della connessione veloce, la parola non rimane solo più un oggetto sulla carta ma diventa prima di tutto immagine. È da questo principio da cui sono partiti Felix Heyes e Ben West, due giovani artisti londinesi, studenti alla Kingston University, che hanno realizzato il primo “dizionario di Google”. Nessun vocabolo, nessuna definizione: il volume non è altro che una collezione delle prime immagini restituite da Google Immagini per ogni parola del dizionario. Il risultato è un tomo di 1240 pagine con, al suo interno, circa 21mila immagini sulla base di altrettante parole. “Abbiamo usato due script php (la cui elaborazione produce il codice html, utilizzato per la programmazione web, ndr) che mio fratello Sam ha scritto per noi – spiega Ben West –. Il primo prende una lista di parole dal dizionario e scarica per ciascuna di esse un’immagine in sequenza; il secondo invece le sistema in colonne e crea il pdf”. Questo enorme file che ne è risultato è quindi stato stampato, rilegato, gli è stata aggiunta una grande copertina rigida marmorizzata ed è stato impresso il simbolo luccicante di Google.

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