L’ultima trovata del governo Berlusconi sul carcere (presunto) per evasori da 3 milioni in su è surreale: arriva dal premier imputato a Milano per diverse frodi fiscali. Si è salvato dalla condanna per falso in bilancio solo grazie a una delle leggi ad personam. Ma consapevole che, per quanto lo riguarda, la prescrizione è dietro l’angolo, si trasforma nel presidente manettaro. Il premier è accusato di frode fiscale: avrebbe concorso a un’evasione fiscale da 16 milioni di euro con false fatturazioni per 200 milioni. Il giochino è lo stesso preso di mira dai pm di Milano: la triangolazione su società estere per acquistare i diritti dei film, gonfiando i costi. Berlusconi è abituato a farla franca. Con la sua legge che ha depenalizzato il falso in bilancio, per esempio, è stato assolto al processo milanese All Iberian 2 perché “il fatto non costituisce più reato”, ma i conti erano truccati per 1.500 miliardi di lire di Antonella Mascali








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