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giovedì 10 marzo 2011

Bob Marley & the Wailers Live Forever: The Stanley Theater, Pittsburgh PA, September 23, 1981


Bianca De Luca

Sembra incredibile che al giorno d’oggi, dove spaziano abbondantemente e non fanno altro che proliferare rimasterizzazioni spesso inutili e le solite minestre scaldate e riscaldate, ci siano voluti ben trent’anni per realizzare un progetto simile per una delle poche, grandi leggende che davvero meriterebbero una seconda vita, e che mancano al mondo della musica ma anche della gente comune, come Bob Marley. La storia di Bob rimane ancora oggi, una delle più toccanti del panorama musicale e sociale. Era una persona e un cantante, artista, di grande spiritualità, umanità e grandezza, un vero eroe dei suoi tempi e della sua terra per la quale sacrificò anche la sua stessa vita.
A Bob Marley, ancora giovanissimo fu diagnosticato un melanoma e gli venne detto che, per salvarsi avrebbe dovuto sottoporsi all’amputazione di un dito. Bob rinunciò all’operazione rispettando il credo rasta che vietava il contatto di qualsiasi arma o lama col corpo e a denti stretti proseguì la sua carriera musicale, fece un tour che lo portò anche in Italia, nell’intera Europa e in America. Al ritorno però per la Giamaica il male si era già ampiamente diffuso agli altri organi e lo portò a morire. Fino ai suoi ultimi istanti di vita Bob ha voluto vivere sul palcoscenico, tra la sua gente e la sua musica, nonostante suonasse diversa e più che cantare c’era da commuoversi. L’ultimo regalo che fece ai suoi fans fu il concerto a Pittsburgh quel settembre 1980, otto mesi prima della sua morte.

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