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mercoledì 29 dicembre 2010

Al governo ci mettiamo Putin


La situazione politica resta incerta. Ma c'è una soluzione: la successione diretta all'amico del premier
(19 novembre 2010) Palazzo del Quirinale a RomaLa situazione politica nazionale resta molto incerta e tesa, malgrado il premier abbia cercato di sdrammatizzare con l'ennesima barzelletta: quella in cui si vota solo per il rinnovo della Camera, procrastinando a oltranza il Senato con la nomina a senatore a vita di tutti gli attuali occupanti. L'assenza di contenuti volgari e doppi sensi nelle parole di Berlusconi ha generato un equivoco: nessuno ha capito che era una barzelletta. Nel frattempo gli osservatori dell'Onu, in Italia per verificare lo stato della democrazia, hanno preparato un rapporto segretissimo, pubblicato sui principali quotidiani italiani, nel quale anticipano i possibili sviluppi.

Giunta militare Sarebbe insediata da un golpe in alta uniforme, con la partecipazione di tutti i Corpi e le Armi aventi diritto (Esercito, Aviazione, Marina, Carabinieri, Polizia, Pompieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Polizia Ferroviaria, Corazzieri) che convergerebbero a Roma occupando il ristorante Fortunato al Pantheon e di conseguenza paralizzando la vita politica e istituzionale italiana. I leader dei partiti, che pur di non mangiare più da Fortunato al Pantheon sarebbero disposti anche alla soppressione della Costituzione e al confino a Ponza, vedono con un certo favore una soluzione autoritaria, ma non riescono a trovare un accordo tra modello cileno e modello birmano. Nel Pd duro scontro tra colonnelli veltroniani e dalemiani.

Governo di unità nazionale Parteciperebbero tutti i partiti, lasciando all'opposizione solo Clemente Mastella, per fargli uno scherzo. L'esecutivo, presieduto da Gianni Letta, avrebbe un solo punto programmatico: trovare un accordo per la nuova legge elettorale e poi dimettersi. Ma questo costringerebbe il governo a rimanere in carica per vent'anni, cosa che contrasta con la Costituzione.

Governo tecnico Ciascun partito è chiamato a indicare un professionista di fiducia per formare un governo tecnico. Il nuovo esecutivo sarebbe così formato da una minorenne (indicata dal Pdl), un venditore di villette a schiera (Lega), uno psicoanalista (Pd), un vescovo (Udc), un democristiano (Futuro e Libertà), un rompicoglioni (Lista Grillo), una mietitrebbia (Di Pietro), un maestro di sci biondo (Volkspartei) e un maestro di sci bruno (Union Valdotaine). La prevalenza di maestri di sci viene valutata con perplessità dal Quirinale, che sembra orientato a chiedere un passo indietro alla Volkspartei, designando un giocatore di hockey. Il governo tecnico sarebbe presieduto da un ingegnere strutturista al di sopra delle parti, oppure da un perito elettrotecnico al di sopra delle parti.

Protettorato vaticano Rileggendo i Patti Lateranensi prima di addormentarsi, Francesco Rutelli ha scoperto un codicillo secondo il quale l'Italia, nel 2011, sarà ufficialmente un protettorato vaticano. Il Papa diventerebbe automaticamente premier, dettando le principali linee di governo e scegliendo i suoi ministri attraverso il concorso "cappelli e copricapo di tutto il mondo". Non cambierebbe niente se non alcune misure formali: le lingue ufficiali diventerebbero il tedesco e il latino, le guardie svizzere avrebbero finalmente una divisa da cristiani e l'ostia diventerebbe la moneta ufficiale. Allo Stato italiano rimarrebbe il diritto di aprire scuole private parificate.

Governo Putin Berlusconi darebbe le dimissioni ma in cambio indicherebbe il suo successore, l'amico Putin. Il quale ha già fatto sapere che apprezza molto l'indicazione, ma non può abbandonare il suo importante ruolo in patria: è presidente onorario del Club Harley Davidson di Mosca e testimonial dello stilista russo Burinsky.

Berlusconi Primo Console Sul modello bonapartista, Berlusconi salirebbe a cavallo al Quirinale e saluterebbe la folla sventolando il tricorno. Poi tornerebbe a casa perché non saprebbe esattamente cosa cazzo fare.

Anarchia È considerata la strada più praticabile, ma ha il difetto di non rappresentare una novità, e di dare all'opinione pubblica la sensazione che in Italia non cambi mai nulla.

Michele Serra

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