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lunedì 22 novembre 2010

LO SPETTACOLO E' FINITO


Cinema e teatri chiusi, set bloccati. Fermi persino i circhi. I 150 milioni di tagli alla Cultura previsti dal governo fanno scattare oggi uno sciopero senza precedenti. "Ma Bondi si rifiuta di discutere"

Un merito il governo ce l'ha. E' riuscito in un sol colpo a unire attori, autori, maestranze e sindacati in un fronte comune e compatto. Per raggiungere l'obiettivo, il ministro Tremonti non si dovuto impegnare più di tanto: ha semplicemente usato le forbici, riducendo di 150 milioni gli stanziamenti del Fondo unico per lo spettacolo. Per questo oggi l'intero settore ha deciso di fermarsi: set bloccati, cinema e teatri chiusi, circhi vuoti. Non era mai successo. Assemblee e manifestazioni nella Capitale ma anche nel resto d'Italia: a Milano scende in campo anche il sovrintendente del teatro Alla Scala Stephane Lissner. "Il governo pensa alla cultura come una cosa di sinistra – spiega l'attrice Sabrina Impacciatore - ma è una limitazione: la cultura è cosa nostra, anche se suona male". Non è solo una questione di principio. Il vero problema è la mancanza di interlocutori, come spiega il regista Maurizio Sciarra: "Bondi annuncia una proposta di legge che poi nemmeno vuole discutere con noi". E se la serrata di oggi non dovesse bastare, il prossimo obiettivo è il blocco delle produzioni televisive. "E' questo il vero terreno di lotta"

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