
Mentre Bossi fa dietrofront sulle elezioni anticipate e la confusione regna sovrana nel governo, Marco Belpoliti, autore del Corpo del capo, ci racconta come il sogno di B. si è trasfomato in insulto
Tre ore di vertice tra il premier e l'intero stato maggiore della Lega non bastano a dissipare le nubi sul futuro dell'esecutivo. La Padania minaccia di scaricare il Cavaliere. E il ministro dell'Interno Bobo Maroni al meeting di Cl interviene in modo criptico sulla strategia da adottare: "Bisogna stabilire cosa fare nel caso accada una certa cosa o che cosa fare nel caso ne succeda un'altra, per evitare di trovarci impreparati, qualunque cosa sia quello che succederà". Ma la verità è che adesso Berlusconi ha paura. Tanto che il finiano Bocchino può pavoneggiarsi: "Da oggi la maggioranza è formata da quattro partiti: Pdl, Lega, noi e l'Mpa". Sul fronte dell'opposizione il primo a parlare è stato il numero due del Pd, Filippo Penati. "Il vertice non ha scongiurato le elezioni e ora il governo naviga a vista" di Carlo Tecce








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