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mercoledì 25 agosto 2010

ERVE 24 agosto


Erve , o Valderve , come era chiamato in passato l'abitato, in riferimento all'omonima Valle in cui è localizzato,si raggiunge percorrendo la strada in accentuato pendio che da Rossino sale verso le pendici del Monte Resegone e costeggia il burrone a picco sul torrente Galavesa.





ll paese, situato ad una altitudine media di 600 metri e diviso longitudinalmente dal torrente Galavesa, è caratterizzato da numerosi ponti che congiungono le case dell'una e dell'altra riva, conferendo all'abitato un aspetto urbanistico molto singolare.




L'esistenza dell'abitato di Erve è confermata da documenti del XV secolo: nel 1419, quando i rappresentanti dei Comuni della Valle San Martino, che già dal 1359 si erano uniti per meglio trattare con la città di Bergamo, si recano a Milano per giurare fedeltà a1 nuovo signore Filippo Maria Visconti, gli Ervesi sono rappresentati da un abitante di Rossino.



Nella seconda metà del XX secolo Erve diventa oggetto delle attenzioni dei turisti, luogo di villeggiatura per milanesi e brianzoli, attirati soprattutto dalla tranquillità del luogo e dalle bellezze naturali e paesaggistiche.

Ancora oggi numerosi amanti della montagna scelgono Erve come punto di partenza per le loro escursioni.





Le naturali bellezze di questa tipica valle, la spaventosa ripidità delle pareti di roccia che la delimitano, l'insolita angustia delle tenebrose forre nel cui fondo scorrono le spumeggianti acque del torrente, i baratri vertiginosi che s'aprono nell' alveo roccioso, danno a questo vallone un aspetto cosi selvaggio e imponente, da destare meraviglia ed ammirazione in quanti lo visitano, e da non temere il confronto colla tanto decantata Via Mala svizzera.

Per raggiungere il ridente paesello di Erve, che trovasi alla sommità del vallone in una verde conca a cui fanno sfondo le scoscese pareti del Resegone. si segue una ripida mulattiera che da Rossino, l'ultimo villaggio dove arriva la carrozzabile che lo unisce alla stazione ferroviaria di Calolzio, s'inerpica sopra uno sperone montuoso che sbarra a picco la valle e guadagnatane la cresta, ridiscende nelle praterie che circondano le casupole raggruppate intorno alla vecchia chiesa di Erve.



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