
Nel paese dei dossier e dei ricatti anche il gossip, come e più dell’informazione, è un monopolio da detenere. E chiamandosi Berlusconi, nell’uno e nell’altro caso il controllo risulta più semplice. Così, mentre le pagine estive dei rotocalchi e dei quotidiani sono un profluvio di pance cadenti e seni geneticamente modificati, famiglie in crisi o presunte tali – gettonatissimo in ogni atteggiamento il Gianfranco Fini papà che gioca in spiaggia con i figli, come se da questo si potessero cogliere segni di cedimento o colpevolezza – i direttori dei principali settimanali rosa italiani si sono visti recapitare una diffida preventiva alla pubblicazione di “qualsiasi notizia o foto” su una e una sola coppia: quella formata dal vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, e la compagna Silvia Toffanin.
Non nominarlo invano
Il parallelo sorprende. Da un lato il continuamente “attenzionato” presidente della Camera scopre il fotografo e sulle prime sembra prenderla male. Poi ci ripensa, gli dà un buffetto e dice: “Fatti pagare bene”. Dall’altro, invece, il secco testo inviato dallo studio Gulotta, Varischi, Pino e associati invita ad “evitare la pubblicazione di fotografie degli assistiti e del loro figlio, acquisite in luogo pubblico o privato senza distinzione”. E conclude: “Mi limito a comunicarle che alla pubblicazione di notizie o fotografie anche solo parzialmente lesive della loro riservatezza seguiranno le opportune repliche in sede giudiziaria”. Cosa è cambiato, se solo ad aprile il figlio del premier faceva irruzione nelle case degli italiani, davanti alle telecamere di Verissimo, per consegnare tre rose alla sua amata, prossima alla maternità? L’avvocato Pino, che ha firmato il documento, preferisce non rispondere a questa come a qualsiasi altra domanda.
Due pesi, due misure
Ora, posto che ciò che avviene in pubblico è di pubblico dominio e che la pubblicazione delle foto dei minori è soggetta a specifiche regole deontologiche e chi le viola ne subisce le conseguenze, che cosa c’è di proibito nella vita del figlio del premier e compagna da volerlo tutelare con una diffida ad personam? Basta fare una rapida ricognizione nelle edicole per capire che lo stesso metro non si applica fuori dalla famiglia. L’ultimo numero di Chi, tanto per citare il settimanale della Mondadori presieduta da Marina Berlusconi, oltre alla nota Ferrari di Giancarlo Tulliani e all’onnipresente Fini con compagna, ospita almeno cinque coppie con minori, apparentemente foto “rubate”, e in almeno un caso il volto dei bambini non è stato oscurato.
Ai tempi dei Marrazzo e dei Topolànek, si capisce che Pier Silvio e compagna non gradiscano ricevere lo stesso trattamento che il settimanale diretto da Alfonso Signorini riserva ad altri. E se non lo fa Chi, non lo deve fare nessun altro. Per questo le foto – che pure esistono, sono state scattate in Francia – che li ritraggono assieme su uno yacht in atteggiamenti affettuosi, complici o semplicemente familiari sono andate invendute, respinte. Nessuno vuole mettersi contro il principe, a costo di perdere copie e di essere bruciati se e quando il vicepresidente di Mediaset e l’ex letterina decideranno di farsi fotografare, in posa, per il giornale di famiglia.
Non solo lesa maestà
Il sospetto, però, è che la privacy, per quanto distorta, non basti a spiegare la vicenda, e che dietro ci sia qualcosa di molto più sostanzioso, abbastanza da motivare una normalizzazione forzata. Come la voce insistente – ne scriveva l’Espresso lo scorso 2 luglio – che Mondadori si stia preparando ad acquisire da Rcs il comparto settimanali, Oggi, Visto e Novella2000 su tutti, per farne una specie di “Mondadori 2”. I segnali ci sarebbero, scrive Gianfrancesco Turano, le condizioni e gli uomini di fiducia ai vertici anche, l’interesse è risaputo. In attesa di sviluppi, la cosa più ovvia è che nessuno, tra chi occupa posizioni di rilievo, si voglia bruciare la fiducia di un eventuale nuovo editore. E l’esempio più evidente, scrive l’Espresso, è proprio nell’atteggiamento di Oggi. Negli anni passati fu proprio il settimanale di Rcs a pubblicare le prime immagini-scandalo del paradiso di villa La Certosa. Quest’anno ha invece ripiegato, ironizza Turano, su una mini-saga su “quanto è bello, quanto è atletico, quanto è padre, nonno esemplare il presidente-operaio-imprenditore”.
Letta in questo quadro, non sarebbe più di una diffida che stiamo parlando, ma di un vero e proprio avvertimento.
da il Fatto Quotidiano del 13 agosto 2010








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