
OLBIA - Ennesima azione di protesta del movimento dei pastori sardi. Questa mattina un migliaio di manifestanti hanno paralizzato per circa tre ore l'aeroporto di Olbia Costa Smeralda, creando disagi a turisti e passeggeri dei voli di linea e ai vip che arrivano in Sardegna a bordo di jet privati. Nelle scorse settimane il movimento aveva occupato l'aeroporto di Cagliari-Elmas e la superstrada Carlo Felice, che collega il nord con il sud dell'isola. I manifestanti chiedono alla Regione misure urgenti di sostegno per un settore in grave crisi.
La protesta è nata dopo un'assemblea che si è svolta in città, sul sagrato della chiesa della Sacra Famiglia. Il corteo, guidato dal leader del movimento Felice Floris, si è diretto verso lo scalo presidiato da carabinieri e polizia in assetto antisommossa. Verso le 11 i pastori hanno bloccato gli accessi alle partenze e arrivi dei voli di linea e dell'area vip. Tra le "vittime" della protesta anche una principessa araba, alla quale è stato impedito l'ingresso nonostante i reiterati tentativi di mediazione delle forze dell'ordine. Una quindicina di dimostranti è poi riuscita a entrare nell'aerostazione e alcuni, dopo aver oltrepassato la zona bagagli, hanno raggiunto la pista sostando davanti a un aereo di Meridiana Fly in attesa di decollo. Il blitz è durato solo pochi minuti: le forze dell'ordine sono subito intervenute e hanno costretto gli allevatori a sgomberare immediatamente la pista. L'operazione è avvenuta senza incidenti.
Momenti di tensione si sono avuti quando il leader del partito indipendentista Sardigna Natzione, Bustianu Cumpostu, è stato schiaffeggiato da una passeggera esasperata. La signora, che non poteva muoversi perché aveva l'auto bloccata, se l'è presa con Cumpostu tentando di strappargli la macchina fotografica. L'esponente politico per difendere la fotocamera ha dato un morso alla mano della donna che ha reagito schiaffeggiandolo.
Dopo circa tre ore i manifestanti hanno smobilitato il presidio e la situazione all'aeroporto è in breve tornata alla normalità.
La Repubblica








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