
Eolico, Sardegna, Legambiente: dossier operazione verità, eolico grande opportunità
La tappa di Goletta Verde in Sardegna è stata l’occasione per ribadire la posizione di Legambiente sul tema dell’eolico e sulle polemiche che negli ultimi mesi hanno spesso accostato questa fonte energetica a inchieste della magistratura e a fenomeni illeciti.
Proprio oggi, a Olbia è stato presentato il dossier “Eolico: operazione verità”. Secondo l’associazione ambientalista, produrre energia dal vento e’ un settore strategico per il futuro dell’Italia che già oggi occupa 25 mila persone e fornisce elettricità per 4 milioni di famiglie. “Ancora una volta”, ha commentato Massimo Fresi della segreteria regionale Legambiente Sardegna, “sottolineiamo che la Sardegna è una regione che offre grandi opportunita’ di sviluppo energetico pulito, con importanti ricadute occupazionali, economiche e crescita di competenze e professionalità”.
L’eolico – sostiene Legambiente – va difeso dai fenomeni corruttivi e da qualsiasi tentativo d’infiltrazione d’interessi illeciti o, peggio ancora, della criminalità organizzata. “Quello dell’eolico in Italia e’ un settore sano, composto, nella stragrande maggioranza, di imprese serie e di progetti che hanno trovato il consenso del territorio”, afferma Legambente. “Eppure, nei confronti dell’eolico l’attenzione mediatica è fortissima, ben maggiore di quella che esiste nei confronti di fenomeni ben piu’ devastanti, come traffico illecito di rifiuti oppure con quelli del ciclo illegale del cemento”.
“Emblematico in tal senso il caso della Sardegna, una delle regioni toccate da vicino dalle inchieste – ha osservato Fresi – dove gli impianti realizzati negli ultimi anni sono esclusivamente quelli che hanno avuto la possibilita’ di superare le maglie della moratoria della giunta Soru. Mentre per il futuro la nuova giunta Cappellacci ha stabilito che sara’ consentito solo ad una società pubblica della Regione, Sardegna Energia, di realizzare direttamente impianti eolici sull’Isola, con una decisione che contrasta evidentemente con un settore, quello energetico, che da tempo l’Ue ha stabilito debba essere liberalizzato”.
“Al di là di quello che potranno appurare le inchieste della magistratura – afferma Legambiente - è da rilevare che le norme approvate dall’attuale governo regionale hanno di fatto bloccato da oltre un anno tutti gli impianti di energie rinnovabili di media taglia e di tutte le tipologie. Ciò ha provocato un grave danno economico, occupazionale e ambientale per la regione, che difficilmente potra’ essere recuperato”.
Secondo Fresi “e’ necessario avere una grande attenzione nei confronti dell’eolico e in generale per tutte le fonti rinnovabili, rispetto al paesaggio, al rischio di infiltrazione da parte della criminalita’ in questo settore”. “Chiediamo regole certe, procedure autorizzative trasparenti e linee guida che chiaramente indichino come e dove possono essere realizzati gli impianti”, prosegue Fresi.
“Le opacità dei percorsi autorizzativi aprono le porte alle infiltrazioni criminali. Rispetto ai Comuni occorre vigilare e spingerli, specie i piccoli, a coordinarsi per l’approvazione degli impianti in modo da avere massima attenzione all’inserimento nel paesaggio di area vasta”. (direttanews)








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