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giovedì 3 giugno 2010

Gli aneddoti di Jobs sull'iPad


Per ora la scommessa Apple sull’iPad sembra vinta. Negli scorsi giorni l’azienda di Steve Jobs ha superato la Microsoft di Bill Gates come valore in Borsa; in appena un mese sono già due milioni gli iPad venduti nel mondo e negli Apple Store di Milano e Roma, per avere una tavoletta, bisogna prenotarsi: le ingenti scorte sono già finite. Ieri, alla “All Things Digital Conference” di Los Angeles, l’uomo della mela morsicata ha esternato il suo verbo su vari argomenti di attualità tecnologico-economica. Ha cominciato proprio dall’iPad, rispondendo a una domanda che molti utenti e analisti si sono posti in questi giorni: la nuova tavoletta è destinata a soppiantare i pc portatili? Jobs ha fornito una risposta suggestiva: “Quando eravamo una nazione agricola, le automobili erano simili a dei camion. Ma quando la gente ha cominciato a spostarsi nelle città, le automobili sono cambiate. Penso che i computer portatili diventeranno presto come dei camion: meno gente ne avrà bisogno”.

L’iPad, insomma , viene proposto come uno strumento di massa destinato allo svago, mentre i Pc serviranno soprattutto ai professionisti. Jobs ha anche svelato un aneddoto inedito sull’intuizione dell’iPad, precedente a quella della melafonino: “Avevo nella testa quest’idea di un display con tecnologia multi-touch tale da poterci scrivere sopra. Chiesi ai miei di lavorarci e sei mesi dopo mi mostrarono questo display straordinario. L’ho dato ad uno dei miei ragazzi per testarlo ma, mentre vedevo che ci smanettava sopra, ho pensato: ‘Mio Dio, dovremmo farci un telefono così’. Abbiamo messo temporaneamente da parte l’idea del tablet e così è nato l’iPhone”. Pro domo sua, infine, il guru della Mela ha anche aperto la porta ai giornali andando con le dita negli occhi ai blogger: “Non voglio che ci trasformiamo in una nazione di blogger. Qualsiasi cosa possiamo fare per aiutare i giornali trovando nuove forme di espressione per le quali essere pagati, sono a favore”.
federico mello

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