
Per ora la scommessa Apple sull’iPad sembra vinta. Negli scorsi giorni l’azienda di Steve Jobs ha superato la Microsoft di Bill Gates come valore in Borsa; in appena un mese sono già due milioni gli iPad venduti nel mondo e negli Apple Store di Milano e Roma, per avere una tavoletta, bisogna prenotarsi: le ingenti scorte sono già finite. Ieri, alla “All Things Digital Conference” di Los Angeles, l’uomo della mela morsicata ha esternato il suo verbo su vari argomenti di attualità tecnologico-economica. Ha cominciato proprio dall’iPad, rispondendo a una domanda che molti utenti e analisti si sono posti in questi giorni: la nuova tavoletta è destinata a soppiantare i pc portatili? Jobs ha fornito una risposta suggestiva: “Quando eravamo una nazione agricola, le automobili erano simili a dei camion. Ma quando la gente ha cominciato a spostarsi nelle città, le automobili sono cambiate. Penso che i computer portatili diventeranno presto come dei camion: meno gente ne avrà bisogno”.
L’iPad, insomma , viene proposto come uno strumento di massa destinato allo svago, mentre i Pc serviranno soprattutto ai professionisti. Jobs ha anche svelato un aneddoto inedito sull’intuizione dell’iPad, precedente a quella della melafonino: “Avevo nella testa quest’idea di un display con tecnologia multi-touch tale da poterci scrivere sopra. Chiesi ai miei di lavorarci e sei mesi dopo mi mostrarono questo display straordinario. L’ho dato ad uno dei miei ragazzi per testarlo ma, mentre vedevo che ci smanettava sopra, ho pensato: ‘Mio Dio, dovremmo farci un telefono così’. Abbiamo messo temporaneamente da parte l’idea del tablet e così è nato l’iPhone”. Pro domo sua, infine, il guru della Mela ha anche aperto la porta ai giornali andando con le dita negli occhi ai blogger: “Non voglio che ci trasformiamo in una nazione di blogger. Qualsiasi cosa possiamo fare per aiutare i giornali trovando nuove forme di espressione per le quali essere pagati, sono a favore”.
federico mello








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