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venerdì 14 maggio 2010

NO RICERCHE SELVAGGE PETROLI0




Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 13 MAG - No alle prospezioni di petrolio nelle acque delle Tremiti, al largo della Puglia, o delle Egadi, ad ovest della Sicilia, perche' pozzi e piattaforme petrolifere non potranno mai essere costruiti in queste aree protette del Mediterraneo. A New York per una serie di riunioni alle Nazioni Unite, il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo, citando questi due esempi, esprime un deciso ''no'' ai sondaggi indiscriminati nel Mediterraneo in vista di future ed eventuali trivellazioni, soprattutto in aree protette dove pozzi e piattaforme non potranno mai vedere il giorno. Poco prima di incontrare il segretario generale Ban Ki-moon, mentre gli Usa sono alle prese con rischi di marea nera senza precedenti nel Golfo del Messico, ai giornalisti il ministro spiega che ''bisogna essere molto attenti perche' il Mediterraneo e' una grande risorsa per l'Europa e per l'Italia e dobbiamo difenderlo un po' di piu' ''. ''In Italia - prosegue Prestigiacomo - purtroppo spesso sono stati autorizzati studi e ricerche per verificare se c'e' il petrolio nei nostri fondali anche in prossimita' di riserve protette'', dove le trivellazioni non verranno mai autorizzate. In particolare Prestigiacomo e' convinta che ''su questo punto si dovra' intervenire con delle norme piu' chiare'', soprattutto perche' ''e' evidente che non sara' possibile fare trivellazioni dappertutto''. All'Onu il ministro dell'Ambiente ha partecipato ai lavori del cosiddetto segmento di alto livello della 18/a sessione della Commissione Sviluppo sostenibile dell'Onu. Nel suo intervento Prestigiacomo ha detto che ''L'Italia rimane convinta che ogni investimento per migliorare la governance globale sullo sviluppo sostenibile sia un investimento per il nostro futuro''. I settori in cui e' possibile ridurre gli sprechi, ha sottolineato il ministro all'Onu, sono la gestione delle risorse minerarie e chimiche, i trasporti e lo stoccaggio dei rifiuti. A questo proposito, alcuni comuni, come Asti, Alessandria e Pisa sono diventati modelli per la raccolta differenziata, dimostrando che l'Italia e' in grado di presentare esempi da imitare, circa due anni dopo l'emergenza rifiuti a Napoli. Sempre a New York, il ministro italiano ha partecipato alla quinta riunione del comitato congiunto del programma italiano per le piccole isole del Pacifico, ''una bellissima esperienza che il governo porta avanti, adottando questi piccoli Stati che incidono poco sulla produzione di Co2, ma sono i primi a pagare le conseguenze'' dell'inquinamento. A Ban, infine, il ministro ha confermato l'impegno italiano ed europeo per una drastica riduzione dell'effetto serra, chiedendo alle Nazioni Unite un atteggiamento pragmatico per ottenere l'adesione degli Usa, che rimangono ''lontani dall' assumere impegni vincolanti''. (ANSA). RL

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