
Barack Obama ha fatto la storia: 'Yes, we did' (sì, lo abbiamo fatto) è la frase che finalmente il presidente degli Stati Uniti può pronunciare, secondo il Washington Post, dopo che il Congresso ha varato ieri la riforma della sanità: "E' la prima prova incontestabile che Washington é cambiata", scrive il quotidiano della capitale in un commento post-voto che ha il tono di un rinnovato entusiastico endorsment per il presidente. Grande vittoria anche per il New York Tomes che tuttavia si chiede"A quale costo?". "I democratici hanno dimostrato di poter governare anche in una situazione difficile e a fronte di significative divisioni interne", scrive ancora il Washington Post, che inoltre invita "per capire quanto grande è questa vittoria, a immaginare cosa avrebbe significato una sconfitta": per i democratici, per il Congresso e per l'America cui la riforma "colma una lacuna nel sistema sociale". E, riconosce ancora il giornale, nonostante si tratti di una legge "imperfetta e non a buon mercato". Poi, soffermandosi ancora su Obama, il quotidiano nota come "per temperamento il presidente sarebbe più un creatore di consenso che un guerriero. Ma è anche un uomo pratico che vuole realizzare grandi cose. Ed è proprio quello che ha fatto domenica, conquistando così un posto nella storia".
Meno entusiastici i toni del Nyt il quale pur riconoscendo che si è trattato di una grande vittoria che consacra Obama alla storia, si sofferma sui costi politici della battaglia sostenuta in Congresso. Pur nella vittoria - scrive il Nyt Obama ha perso qualcosa, é l'ha persa per sempre: "Quella promessa, che gli è valsa la vittoria circa un anno e mezzo fa, di una Washington 'postpartitica' in cui la razionalità e la calma avrebbero rimpiazzato il partigiano battibeccarsi". Il quotidiano ricorda così che "mai nella storia recente un cruciale testo di legge come questo sia passato senza nemmeno un singolo voto repubblicano". La riforma è passata la notte scorsa con 219 voti favorevoli e 212 contrari. Trentaquattro democratici hanno votato contro insieme a tutti i repubblicani. La legge consentirà l'accesso all'assistenza sanitaria a circa 32 milioni di persone.








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