Il paradosso della ricchezza: abbiamo più soldi ma meno tempo per spenderli. In America il 15 per cento dei lavoratori non vanno mai in vacanza.
Le nostre vite sempre di fretta: ma ne vale davvero la pena? Mancanza di tempo nella propria vita quotidiana: la necessità di recuperarlo
Le nostre vite sempre di fretta: ma ne vale davvero la pena? Mancanza di tempo nella propria vita quotidiana: la necessità di recuperarlo
MANCANZA DI TEMPO -
Qualche giorno fa il settimanale The Economist si chiedeva: «Perché le persone vanno così di fretta e sempre di corsa»? E perché nel mondo del lavoro «il problema costante è diventato la mancanza di tempo»? Già, il tempo. Ci sembra sfuggire ogni istante, come se non riuscissimo ad afferrarlo, e così viviamo in un costante e caotico affanno. Fino a perdere il piacere delle cose.
Qualche giorno fa il settimanale The Economist si chiedeva: «Perché le persone vanno così di fretta e sempre di corsa»? E perché nel mondo del lavoro «il problema costante è diventato la mancanza di tempo»? Già, il tempo. Ci sembra sfuggire ogni istante, come se non riuscissimo ad afferrarlo, e così viviamo in un costante e caotico affanno. Fino a perdere il piacere delle cose.
VIVERE DI FRETTA: LE CAUSE -
Una prima causa delle vite di fretta riguarda i tempi di lavoro che, generalmente, sono aumentati. In particolare negli Stati uniti, dove la produttività di ciascun lavoratore è un dogma per garantirsi stipendio e posto, il dipendente medio utilizza solo la metà delle ferie e il 15 per cento di loro non va mai in vacanza. Il risultato è che il lavoro ha ridotto così gli spazi della vita privata e il tempo, scarseggiando, è diventato una risorsa preziosa, con la preoccupazione perenne di sprecarlo. Quindi l’equazione è: più lavoro, più benessere, meno tempo per se stessi. In secondo luogo nel lungo ciclo dell’individualismo il tempo è stato sempre più assimilato al denaro. Avete presente gli studi degli avvocati anglosassoni dove la clessidra segnala i minuti di ciascun incontro con il cliente per poi fatturarli? Bene: la nostra organizzazione della vita professionale ormai riflette in modo generalizzato questo schema. E il ritmo delle giornate di lavoro diventa sempre più serrato. Producendo ansia e talvolta solitudine (anche i rapporti hanno bisogno di tempo e non possono non essere coltivati). Con il paradosso della ricchezza, in base al quale le persone hanno più soldi ma meno tempo per spenderli.
Una prima causa delle vite di fretta riguarda i tempi di lavoro che, generalmente, sono aumentati. In particolare negli Stati uniti, dove la produttività di ciascun lavoratore è un dogma per garantirsi stipendio e posto, il dipendente medio utilizza solo la metà delle ferie e il 15 per cento di loro non va mai in vacanza. Il risultato è che il lavoro ha ridotto così gli spazi della vita privata e il tempo, scarseggiando, è diventato una risorsa preziosa, con la preoccupazione perenne di sprecarlo. Quindi l’equazione è: più lavoro, più benessere, meno tempo per se stessi. In secondo luogo nel lungo ciclo dell’individualismo il tempo è stato sempre più assimilato al denaro. Avete presente gli studi degli avvocati anglosassoni dove la clessidra segnala i minuti di ciascun incontro con il cliente per poi fatturarli? Bene: la nostra organizzazione della vita professionale ormai riflette in modo generalizzato questo schema. E il ritmo delle giornate di lavoro diventa sempre più serrato. Producendo ansia e talvolta solitudine (anche i rapporti hanno bisogno di tempo e non possono non essere coltivati). Con il paradosso della ricchezza, in base al quale le persone hanno più soldi ma meno tempo per spenderli.
VITA QUOTIDIANA MULTITASKING -
Terzo fattore delle vite di fretta: la tecnologia. Ovvero l’applicazione multitasking in base alla quale tutti facciamo più cose contemporaneamente. Pensate alle mail, a quante ne riceviamo e ne scriviamo a getto continuo, cercando di imporci una risposta entro le 24 ore, con la regola non scritta che prima si risponde e meglio è. Di fatto, multitasking e fretta sono diventati sinonimi, e appartengono a uno stesso stile di vita. In queste condizioni il vero lusso che ciascuno di noi può conquistare è quello di riprendersi il tempo, recuperarlo dal binario morto della della fretta e farlo tornare nella nostra disponibilità. Non avere mai tempo, al contrario, è un segno di regressione. E talvolta di stupidità autolesionista.
Terzo fattore delle vite di fretta: la tecnologia. Ovvero l’applicazione multitasking in base alla quale tutti facciamo più cose contemporaneamente. Pensate alle mail, a quante ne riceviamo e ne scriviamo a getto continuo, cercando di imporci una risposta entro le 24 ore, con la regola non scritta che prima si risponde e meglio è. Di fatto, multitasking e fretta sono diventati sinonimi, e appartengono a uno stesso stile di vita. In queste condizioni il vero lusso che ciascuno di noi può conquistare è quello di riprendersi il tempo, recuperarlo dal binario morto della della fretta e farlo tornare nella nostra disponibilità. Non avere mai tempo, al contrario, è un segno di regressione. E talvolta di stupidità autolesionista.









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