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martedì 4 giugno 2013

Turchia - Il muro della paura è caduto

“Il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in maniera assoluta”, si dice. È la lezione che ha dovuto imparare il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan, rieletto per la terza volta nel 2011 e che ora paga la corruzione assoluta del suo governo, scrive il professor Soli Ozel dell’università di Istanbul (http://theconversation.com/turkish-urban-uprising-has-smashed-national-wall-of-fear-14916). “Deve affrontare una massiccia mobilitazione popolare in reazione alla sua arroganza, alle sue tendenze autocratiche, alla sua intolleranza e al suo stile abrasivo”.

“In questi giorni è caduto il muro della paura e della disperazione, ma ancora non si sa se il premier ha sentito il messaggio e capito la lezione. Ma sarebbe meglio per lui. Perché questo movimento non riguarda più solo il parco Gezi. Riguarda il futuro dell’identità turca. Riguarda la creazione di una repubblica sinceramente laica e democratica che convive con tutti gli elementi della sua identità e con il rispetto della legge, dell’indipendenza e della vita dei suoi cittadini”.

Foto: un manifestante ad Ankara, il 2 giugno. (Umit Bektas, Reuters/Contrasto)

Via: live-blog di Internazionale "Cosa succede in Turchia"


Foto: Turchia - Il muro della paura è caduto

“Il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in maniera assoluta”, si dice. È la lezione che ha dovuto imparare il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan, rieletto per la terza volta nel 2011 e che ora paga la corruzione assoluta del suo governo, scrive il professor Soli Ozel dell’università di Istanbul (http://theconversation.com/turkish-urban-uprising-has-smashed-national-wall-of-fear-14916). “Deve affrontare una massiccia mobilitazione popolare in reazione alla sua arroganza, alle sue tendenze autocratiche, alla sua intolleranza e al suo stile abrasivo”.

“In questi giorni è caduto il muro della paura e della disperazione, ma ancora non si sa se il premier ha sentito il messaggio e capito la lezione. Ma sarebbe meglio per lui. Perché questo movimento non riguarda più solo il parco Gezi. Riguarda il futuro dell’identità turca. Riguarda la creazione di una repubblica sinceramente laica e democratica che convive con tutti gli elementi della sua identità e con il rispetto della legge, dell’indipendenza e della vita dei suoi cittadini”.

Foto: un manifestante ad Ankara, il 2 giugno. (Umit Bektas, Reuters/Contrasto)

Via: live-blog di Internazionale "Cosa succede in Turchia"

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