“In questi giorni è caduto il muro della paura e della disperazione, ma ancora non si sa se il premier ha sentito il messaggio e capito la lezione. Ma sarebbe meglio per lui. Perché questo movimento non riguarda più solo il parco Gezi. Riguarda il futuro dell’identità turca. Riguarda la creazione di una repubblica sinceramente laica e democratica che convive con tutti gli elementi della sua identità e con il rispetto della legge, dell’indipendenza e della vita dei suoi cittadini”.
Foto: un manifestante ad Ankara, il 2 giugno. (Umit Bektas, Reuters/Contrasto)
Via: live-blog di Internazionale "Cosa succede in Turchia"








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