Created by Watereffect.net

venerdì 7 settembre 2012

Linkin Park - Lost In The Echo

Con l’ultimo album, Living Things, i Linkin Park avevano predicato un loro ritorno alle origini sonoro.


Se il primo singolo Burn It Down aveva solo sfiorato l’argomento, il tentativo col secondo estratto, Lost In The Echo, si rivela più centrato e calzante.



Il brano, scelto per aprire l’album, si schiude con un’intro affine alle loro ultime versioni da club; la mini-svolta, o inversione a U in questo caso, è però dietro l’angolo.

Il bilanciamento degli ingredienti infatti sa di ricette antiche, con la chitarra di Brad Delson riportata in primo piano e Mike Shinoda che si schioda prepotentemente dalla poltrona nella stanza dei bottoni per tornare al microfono.

La ritmica del brano è meno discotecara e più tipicamente nu metal, con tanto di intromissioni di basso slappato; i chitarroni cattivi tornano ad ondate, utilizzati più ad accentuare le dinamiche della base electro, che a gettare in proprio spunti di melodia.



Insomma, stilisticamente Lost In The Echo potrebbe essere tranquillamente inserita con il vecchio repertorio di Hybrid Theory e Meteora, con le strofe rappate e i ritornelli carichi, accentuati dalle urla strappagola di Chester Bennington; la differenza più evidente sta in fondo solo nell’elettronica, più presente e rielaborata secondo i gusti contemporanei.



La canzone alla fine non è proprio originalissima – testo compreso – ma almeno centra l’obiettivo dichiarato. Va inoltre apprezzato il tentativo di recuperare il sound delle radici, diverso da quello frequentato ultimamente dalla band e sicuramente meno commerciabile oggi delle loro ultime creazioni.

L’impressione è quella però di un divertissement vintage, piuttosto che di una nuova linea stilistica precisa.

Che siano proprio i Linkin Park quelli “persi nell’eco” delle loro creazioni?

Alberto De Donatis  

Nessun commento:

Posta un commento