giovedì 23 febbraio 2012
Lana Del Rey Born To Die
L’intero lavoro non riesce a mantenere quella tensione, seppure trasudi di ballate sospese tra pop, stratificazioni sinfoniche, voci in falsetto e ripiegamenti cavernosi. Dall’apertura sinfonica e tristemente cool di Born To Die, con il suo corredo finale di decadenza maudit ("Come and take a walk on the wild side/ Let me kiss you hard in the pouring rain/ You like your girls insane)", ai ritornelli caleidoscopici e multistratificati di This Is What Makes Us Girls (che fanno quasi pensare a un’iperproduzione simile al pantagruelismo del Kanye West solista), tutto sembra allo stesso tempo troppo ripetitivo, ricco ed eccessivo. Così Off The Races ammicca al ritornello fighetto, ma dentro un pezzo troppo lungo e complicato per la tournazione radio; quindi la versione più imbronciata di Lana è Blue Jeans, già hit foriero di figuracce live. E allora ecco Diet Mountain Dew, che rimane in testa sin dall’attacco ammiccante di beat: "You’re no good for me/ Baby you’re no good for me/ You’re no good for me/ But baby I want you, I want you". E poi il cupo National Anthem: "Money is the anthem/ Of success/ So before we go out/ What's your address?" L’andamento da sad trip-hop di Radio lascia poi spazio alla ballata da piano bar alle prime luci dell’alba di Million Dollar Man. Per avvicinarci alle malinconie estive di Summertime Sadness: "Kiss me hard before you go".
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)








Nessun commento:
Posta un commento