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domenica 8 gennaio 2012

A Cortina si evade d'Ampezzo: 42 "poveri" con la Ferrari, ma Gelmini e Santanchè difendono gli evasori



Come per magia, è bastata la voce dei controlli della Guardia di Finanza in paese, che gli scontrini si sono quadruplicati nelle boutique di lusso dove per un gioiello o una pelliccia lor signori spendono decine di migliaia di euro.


Delle 133 auto di lusso di grossa cilindrata controllate, 42 sono risultate appartenenti a cittadini che fanno fatica a 'sbarcare il lunario', avendo dichiarato 30.000 euro lordi di reddito.
Dopo il blitz, gli incassi degli esercizi commerciali (alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, saloni di bellezza, ecc), sono lievitati vistosamente. In particolare, i ristoranti di lusso hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300%.
Insomma è bastato veramente poco per far scattare l' "euforia" per lo scontrino fiscale.
I controlli si sono limitati a 35 esercizi commerciali su un totale di quasi 1.000 presenti nella località turistica delle Dolomiti, ma questo non è bastato a frenare le proteste e l'indignazione dei politici.



Il leghista Zaia invoca i controlli quando Cortina d'Ampezzo è deserta e possibilmente quando tutti gli esercizi commerciali ed alberghieri sono chiusi: "Trovo inspiegabile un blitz come quello di Cortina fatto nel cuore del periodo delle vacanze, quando gli operatori dedicano il massimo sforzo e concentrazione per i loro clienti". Si, certo, concentrati sul come non pagare le tasse.


"Operazione chiaramente ispirata a una concezione ideologica del controllo fiscale", l'ha definita il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Sbagliato il metodo scelto anche per Daniela Santanché, habitué della località sciistica. "Sono assolutamente contraria - dice l'ex sottosegretario - a questi metodi da polizia fiscale e trovo sbagliato colpire la ricchezza". Sulla stessa linea Maria Stella Gelmini: per l'ex ministro dell'Istruzione, l'operazione delle Fiamme Gialle fa passare "l'idea che la ricchezza sia male".
Cara Gelmini, la ricchezza non è un male, ma l'evasione fiscale sì.


i segreti della casta di Montecitorio

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