
Continua la discussione sulla morte di Francesco Pinna, schiacciato dal palco di Jovanotti a Trieste. Per la famiglia il ragazzo veniva pagato 5 euro l'ora, ma Assomusica smentisce. Il commento di una madre: "Lavoro pericolosissimo con paghe da fame"
di rassegna.it
E' ancora polemica dopo il grave incidente all'Interno del Palatrieste in cui ha perso la vita Francesco Pinna, 20 anni, giovane operaio-studente rimasto schiacciato sotto il peso della struttura che sostiene il palco di Jovanotti. Le condizioni dei due suoi colleghi rimasti feriti in modo più grave sono al momento stabili. Il più a rischio dei due, però, è ancora ricoverato in rianimazione e la sue situazione è delicata: ha subito gravi traumi e sarà operato domani. Il secondo, invece, si trova in ortopedia. Degli altri 5 trasportati ieri all'ospedale di Cattinara, tre si trovano ancora in osservazione temporanea, mentre gli altri due sono già stati dimessi.
A fare molto rumore, però, sono soprattutto le condizioni di lavoro a cui era sottoposta l'intera squadra, ed in particolare lo stesso Pinna. Francesco, infatti, sarebbe morto per un lavoro di un paio di giorni, per dieci ore al giorno. Stando a quanto dichiara al Corriere.it la famiglia del ragazzo, inoltre, guadagnava solamente 5-6 euro a ora. E una conferma arriva anche da Loris Tramontin della Zenit, il promoter locale.
L'associazione dei produttori di musica popolare contemporanea dal vivo, però, non ci sta. Riferendosi a queste notizie, infatti, Assomusica ha rilasciato una nota piuttosto piccata, in cui si legge che "gli associati si rivolgono a compagnie o cooperative di servizi alle quali a seconda della regione pagano dai 13 ai 16 euro l'ora per il personale impiegato". "Nel caso specifico di Trieste il costo di un operatore è pari alla cifra di 13,50 euro l'ora. Qualsiasi speculazione sull'accaduto è fuori luogo", conclude la nota.
Un piccolo giallo, insomma, ma che non cambia la gravità di quanto accaduto. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha affidato le sue condoglianze ad un tweet. "Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna, studente lavoratore, la cui vita si è fermata oggi nell'incidente che ha travolto la mia squadra", è la frase apparsa sul profilo Twitter del cantante. "L’incidente al Palatrieste, pur non essendone ancora note le cause e le dinamiche, è l’ennesima, tragica conferma del fatto che troppo spesso, sui posti di lavoro, le condizioni minime di prevenzione e sicurezza non vengono garantite". E' quanto invece dichiara Orietta Olivo, della segreteria regionale Cgil Friuli Venezia Giulia. "Su quanto è accaduto – aggiunge va fatta piena luce, perché è difficile credere che un incidente così grave, e con un numero di persone coinvolte così alto, sia solo il frutto della fatalità. In particolare andrà chiarito quali fossero i dispositivi di sicurezza adottati, quali i lavoratori presenti e con che tipo di contratto, quale la loro formazione in materia di prevenzione e sicurezza".
Anche perché il bilancio poteva essere pure peggiore. "Al momento del crollo il palco di Jovanotti era semideserto, altrimenti poteva succedere una tragedia ben più grave di quella che è successa', ha detto Mario Bò, che dirige la Squadra Mobile di Trieste. "A riferirlo - precisa Bo - sono stati dei testimoni oculari, che hanno notato come ci fossero pochissimi operai nei pressi della struttura in quel momento, altrimenti ci sarebbero state probabilmente più vittime".
Resta il fatto che il lavoro del "montapalchi" è di solito appannaggio di giovani attratti dal mondo dello spettacolo ed è spesso considerato molto pericoloso. La conferma arriva da un commento apparso sul nostro sito. "Sono una mamma che si è alzata per anni di notte o non è mai andata a dormire da quando suo figlio ha iniziato a lavorare per montaggio dei palchi adibiti a concerti – ci scrive una lettrice - non solo nella città dove abitiamo ma anche nella nostra regione. In silenzio con il cuore che mi batteva forte dalla paura. Vedevo mio figlio che saltava in alto, da un tubo innocente all'altro, per una paghetta da fame che veniva elargita dopo mesi. Mondo dello spettacolo, dove sei? Artisti dello spettacolo in che mondo vivete?" Restiamo in attesa di una risposta convincente.
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