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domenica 30 ottobre 2011

R.e.m. - We all go back to where we belong

Il 15 Novembre sarà una di quelle date che segneranno la fine di un'altra delle grandi avventure della storia della musica contemporanea.
Ovviamente mi riferisco all'uscita di “Part Lies, Part Heart, Part Truth, Part Garbage 1982-2011”, l'ultimo capitolo della discografia dei R.E.M., una raccolta dei loro più grandi successi dagli esordi fino al loro ultimo album “Collapse Into Now” di quest'anno, il cui buon livello non lasciava presagire la scelta drastica della band americana di porre fine alla propria carriera.
Questo greatest hits, in formato doppio cd, conterrà 40 canzoni, tra cui 3 inediti: “A Month Of Saturdays”, “We All Go Back To Where We Belong” e “Hallelujah”.

Proprio “We All Go Back To Where We Belong” è stato scelto come primo estratto, un brano in cui i suoni si fanno acustici e tutta l'atmosfera è più rilassata, grazie ad un buon mix di archi, fiati ed effetti sonori vari.
In questa canzone la cosa che risalta di più, oltre alla voce di Michael Stipe, è la profondità di suono del basso, che compensa l'utilizzo soft di tutti gli altri strumenti.
Un singolo che ritengo in sostanza di buon livello, lo stesso degli ultimi singoli della band americana che abbiamo potuto ascoltare in questi mesi.

Credo sia inutile dire che, con un percorso così importante alle spalle, era inevitabile fare tra i singoli qualche esclusione importante nella tracklist finale di questo greatest hits.
Infatti mancano all'appello brani come “Aftermath”, “Hollow Man”, “Man-Sized Wreath” e “Mine Smell Like Honey” con i quali i R.E.M. ci hanno accompagnato negli ultimi anni; questo rimarca ancora una volta quanto Michael Stipe e soci hanno significato per il rock e la musica in generale in 30 anni di carriera.
Comunque la scelta di terminare qui il loro percorso è stata una di quelle che rendono onore alla band: decidere di lasciare quando si crede di non aver più nulla da dire è quanto di più onesto e giusto si possa fare, senza prendere in giro fans e ascoltatori in genere trascinandosi miseramente verso il declino come molti altri artisti e/o band storiche hanno fatto in passato o continuano tuttora a fare.
E' per questo, per tutte le emozioni che hanno regalato dall'82 ad oggi e per altro ancora che non si può che salutarli con un sincero: “Grazie di tutto, R.E.M.!”.
Luca Stasi, domenica 30 ottobre 2011

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