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giovedì 20 ottobre 2011

Noel Gallagher’s High Flying Birds


Daniele Bagnol

È il momento che aspettavano in molti, madferit in prima fila: chi per glorificarlo, chi per infangarlo, perché già dal periodo Oasis i fan si dividevano tra lo spocchioso Liam ed il poetico Noel. Fatto sta che dopo l’ uscita del disco dei Beady Eye (quelli-del-fratello-Liam per chi fosse rimasto troppo indietro), il primo disco solita di Noel Gallagher aveva un’attesa incredibile, manco fosse un parto plurigemellare.

The Chief stavolta vola alto, molto alto, come gli High Flying Birds appunto, fino a quell’altezza che gli Oasis non erano riusciti a raggiungere prima con Don’ t Believe The Truth e poi con Dig Out Your Soul: ciò che mancava alla fine si ritrova proprio qui, che non a caso suona molto più oasisiano dei Beady Eye.
Un colpo di tosse e si parte subito con Everybody’s On The Run, la più epica tra le tracce, ma anche la più sfacciata: aprire un disco con un brano da cinque minuti circa, con cori angelici e una sessione di archi non è da tutti. Una vera delizia.


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