
Ha disertato perfino i funerali del caporal maggiore, Roberto Marchini. Ma già in mattinata non si era fatto vedere a Palazzo Madama, mentre Tremonti illustrava la manovra. Una «latitanza» prolungata quella di Berlusconi. Oggi riapparirà a Montecitorio, così assicurano i collaboratori. Aveva messo in calendario una fugace apparizione alla Camera per la fiducia prevista per il tardo pomeriggio di oggi. Sarebbe rientrato a Roma dalla visita di Stato a Belgrado, in tempo utile. Ma il calendario d’Aula, ieri, è stato modificato, il voto sulla manovra anticipato e il Cavaliere, così, costretto ad annullare il vertice italo- serbo. Stamattina dovrebbe abbandonare il bunker di Palazzo Grazioli e trasferirsi alla Camera per ascoltare Tremonti e assistere al dibattito sulla finanziaria. Ma il condizionale è d’obbligo, se si analizza l’ultima settimana di Berlusconi e quell’assenza dalla scena che si protrae dal giorno della sentenza Mondadori. Parlerà oggi, finalmente? Dirà come la pensa senza la protezione delle note ufficiali suggerite da Gianni Letta e diramate dai collaboratori? Il silenzio del premier - suggerito dai consiglieri più avvertiti per evitare che l’ira di Silvio terremotasse ancora di più i mercati - è stato volutamente prolungato. E ha assunto, via via, la caratteristica di una presa di distanze evidente dalla manovra.
Ninni Andriolo








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