
Durante la risalita lungo la strada che porta al presidio No Tav della Maddalena le forze dell’ordine hanno rimosso tutti gli ostacoli che i manifestanti hanno usato per impedire l’accesso all’area dove è prevista la realizzazione del cantiere per la linea ferroviaria Torino-Lione.
Al momento dello sfondamento, il presidio ha tentato di bloccare le forze dell’ordine segando un grande albero di pino, ma la persona che stava tentando di tagliare l’albero è stata allontanata e non è riuscita a completare l’operazione.
Dopo il fitto lancio di lacrimogeni, i poliziotti sono riusciti a entrare sia a Nord, a fianco dell’autostrada, sia a Sud a fianco della cosiddetta “Centrale” facendo confluire i manifestanti nel piazzale.
Un militante – conosciuto con il nome di Turi – ha saltato la staccionata per andarle contro ed è stato bloccato con rudezza e colpito dagli agenti che lo hanno immobilizzato. Il manifestante è stato bloccato mentre si avvicinava al mezzo tenendo in mano due pezzi di aglio “con i quali – ha successivamente riferito agli agenti – voleva benedire i mezzi”. L’uomo – hanno riferito fonti della Questura di Torino – con disegni di colore rosso sul viso, è sceso da una scaletta fra le due gallerie dell’autostrada ed è stato bloccato prima che raggiungesse il mezzo, ma – hanno precisato le stesse fonti della Questura del capoluogo piemontese – non è stato colpito in alcun modo. Dopo essere stato bloccato, è stato condotto in un’area di sicurezza, identificato e poi rilasciato.
Redazione Il Fatto Quotidiano








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