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giovedì 30 giugno 2011

priest


A cavallo tra il “sacro e il profano”, Priest ci catapulta in un mondo roso sin dalle fondamenta a causa di un’eterna battaglia, ossia quella che oppone il genere umano ai vampiri. Una rivalità, se di questo si tratta, che si protrae da tempi remoti; da sempre, per quanto l’umanità del luogo ricordi. Solo un’istituzione è stata in grado di scacciare questa costante minaccia per l’uomo: la Chiesa.

Difficile capire a quale Chiesa ci si riferisca nello specifico, anche se la Confessione tramite un’evoluta versione di Skype durante una sequenza del film sembrerebbe suggerire con discreta eloquenza che possa trattarsi della stessa retta dal Papa. Poco male, anche perché, come dicevamo, è grazie ad essa che una sin troppo rilassata popolazione ha ricominciato a vivere spensieratamente - seppur segregata entro delle gigantesche mura che cingono una metropoli fortemente teocratica.

All’epoca furono i Sacerdoti a ricacciare nelle profondità della Terra i vampiri. No, non quelli che amministrano i Sacramenti, bensì un corpo speciale, super-addestrato, che in buona sostanza rappresentano delle macchine da guerra temibilissime per quelle malefiche creature. Ma da allora di tempo ne è passato, e tutti sembrano essersi dimenticati dell’indispensabile contributo dei Sacerdoti, il Clero in primis. E’ così che ha inizio Priest.

cineblog.it


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