Finisce con una querela per diffamazione aggravata l’unico confronto diretto tra i due candidati sindaco a Milano, Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Il fair play di circostanza degenera sul finale, quando Moratti sa che tocca a lei chiudere e Pisapia non può ribattere. Così lo attacca: “E’ responsabile del furto di un furgone che sarebbe stato usato per il sequestro e il pestaggio di un giovane. Pisapia è stato amnistiato”. Un’accusa falsa. Come dice subito Pisapia, andandosene rifiutando di stringerle la mano, e conferma poi rendendo pubblica la sentenza di assoluzione del 1985. Ma ormai le telecamere sono spente.
Moratti omette di aggiungere che Pisapia è stato assolto da quelle accuse nel 1987. Il sindaco, infatti, ha fatto riferimento al primo grado, come ricostruisce e spiega Il Giornale che però omette, proprio come Moratti, i successivi gradi di giudizio che hanno portato Pisapia all’assoluzione per non aver commesso il fatto.
Una dichiarazione, quella di Letizia Moratti, che arriva proprio mentre il Capo dello Stato, incontrando i ragazzi delle scuole a Roma, invita a smetterla con “la politica come guerra”. Ed è, per l’ennesima volta, inascoltato. Come due giorni fa, quando Giorgio Napolitano chiedeva il “rispetto per la magistratura” e Silvio Berlusconi ripeteva che i pm di Milano “sono un cancro della democrazia da estirpare”.
mercoledì 11 maggio 2011
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