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sabato 7 maggio 2011

Maghreb, dopo Egitto e Tunisia La rivolta sta montando in Algeria


Il governo di Abdelaziz Bouteflika sembra navigare in acque sempre più agitate. Davanti alle continue manifestazioni l'esecutivo è tornato ad annunciare riforme democratiche. Ma potrebbe non bastare
Se l’opposizione siriana tenta oggi di dare la spallata finale al regime di Assad, anche il governo algerino di Abdelaziz Bouteflika sembra navigare in acque sempre più agitate. Davanti alle continue manifestazioni di studenti e lavoratori il governo è tornato ad annunciare riforme democratiche. Ma potrebbe non bastare a un’opposizione civile che non vuole accontentarsi di qualche piccola concessione.

Intanto la piazza non si ferma, e alle manifestazioni organizzate ogni settimana le forze dell’ordine continuano a rispondere con i manganelli. Il 23 aprile la polizia ha disperso due proteste nella capitale: quella di alcune centinaia di dipendenti della scuola che davanti all’Assemblea popolare nazionale chiedevano aumenti salariali e quella indetta dal Coordinamento nazionale per il cambiamento e la democrazia (Cncd) a pochi chilometri di distanza. A terra, secondo i testimoni, sarebbero rimaste alcune decine di feriti.

Lo stesso copione si è ripetuto due giorni fa davanti al palazzo presidenziale di Algeri, quando centinaia di medici specializzandi, in sciopero dal 7 marzo, sono scesi in piazza. Sulla pagina Facebook del Collettivo dei medici specializzandi campeggiano le poche immagini degli scontri sfuggite al controllo della polizia, che ha sequestrato a molti medici i cellulari e ha malmenato diversi giornalisti. Secondo Marouane Sid Ali, portavoce del Collettivo, almeno “dieci medici sono stati feriti dalla polizia”, mentre altri sarebbero stati arrestati e non si sa “se siano stati ancora rilasciati”.

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