Created by Watereffect.net

lunedì 30 maggio 2011

La Germania dice addio al nucleare


Mentre in Italia la partita atomica è stata solo posticipata dal governo per timore del referendum (Leggi l’articolo), la Germania fermerà il suo ultimo reattore nucleare nel 2022, diventando così la prima potenza industriale a rinunciare all’energia atomica. Lo ha annunciato oggi il ministero dell’Ambiente tedesco. La maggior parte dei 17 reattori tedeschi saranno fermati entro il 2011 mentre i tre più moderni del Paese di fermeranno al più tardi a fine 2022, ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Otto dei 17 reattori tedeschi, già scollegati dopo la catastrofe di Fukushima dalla rete di produzione di energia elettrica, non saranno più riattivati, ha aggiunto Rottgen, definendo la decisione “irrevocabile”. “E’ una scelta definitiva, non ci saranno più ripensamenti: le ultime tre centrali saranno chiuse entro il 2022”, ha assicurato il ministro.

Un arresto definitivo di tutti i reattori nucleari tedeschi nel 2022 rappresenta di fatto un ritorno al calendario fissato all’inizio degli anni 2000 dalla coalizione formata da social-democratici e verdi. Dopo la catastrofe di Fukushima in Giappone, a seguito del sisma e del maremoto dell’11 marzo scorso, la cancelliera Angela Merkel aveva immediatamente fermato le centrali più vecchie ed aveva lanciato una riflessione sull’abbandono del nucleare civile anche a seguito della batosta elettorale del 28 marzo scorso (Leggi l’articolo). Il nucleare garantisce poco meno di un quarto del fabbisogno di energia elettrica della prima economia europea.

Intanto a Bruxelles, Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all’Energia, Gunther Oettinger, ha fatto sapere che “la Commissione europea non è ancora in grado di valutare l’impatto sugli altri paesi dell’Unione europea della decisione della Germania di uscire dal nucleare. “Rispondendo alle domande dei giornalisti la Holzner ha spiegato che “nelle decisioni dei singoli Stati membri, il cui mix energetico è indipendente da Bruxelles, tutto dipenderà infatti da quale sarà la scelta finale di Berlino sulle fonti di energia alternative che andranno a sostituire l’atomo”. L’impatto sugli altri paesi dell’Unione europea “dipende molto da quale alternativa sarà decisa (da Berlino, ndr), e non c’è ancora una decisione in questo senso del governo tedesco”.
Redazione Il Fatto Quotidiano

Nessun commento:

Posta un commento