
Dopo cinque anni di silenzio creativo, rotti “solo” da un paio di dischi antologici seppur riarrangiati, tornano i Casino Royale.
La band nata ormai ventitre anni fa sotto il segno dello ska (erano i tempi in cui vi si contava anche Giuliano Palma) ha spiazzato spesso il suo pubblico passando da un genere all'altro a volte anche in modo brusco: ska e reggae sono stati mescolati con l'hip hop, poi soppiantati dal trip hop fino alla musica sperimentale.
Ad una grande considerazione da parte degli addetti ai lavori non è corrisposta sempre la benevolenza del pubblico, eppure Alioscia e compari hanno sempre tenuto duro nel nome del loro estro e delle continue esperienze artistiche.
Non è quindi ad una retromarcia obbligata che si deve pensare guardando il recente ritorno alle sonorità giamaicane tipiche degli esordi della band, ma alla semplice riscoperta delle proprie radici.
In questo senso s'inquadra anche “Io e la mia ombra”, singolo chiamato ad anticipare l'omonimo album che uscirà a breve.
La canzone appare come un connubio ben riuscito fra ritmo caraibico, sonorità urbane ed un pizzico di inquietudine esistenziale.
La metafora dell'ombra è immediata, trattandosi di una canzone che vuole analizzare la solitudine dell'uomo moderno a prescindere dalla presenza altrui.
Nel complesso il ritorno dei Casino Royale, oltre che piacevole in termini assoluti, è segnato da un primo approccio ben costruito e consapevole; si attende l'intero album per goderne appieno.
Sergio Cadeddu








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