
L’obiettivo era uccidere Osama bin Laden. E così è stato. A riferire della morte del principe del terrore è stato il presidente americano in persona alle quattro del mattino ora italiana. Notizia confermata anche da un esponente del ramo yemenita di al Qaeda: “E’ una catastrofe. All’inizio non abbiamo creduto all’informazione, ma siamo entrati in contatto con i nostri fratelli in Pakistan che l’hanno confermata”. Il capo di al Qaeda è stato ucciso a nord di Islamabad. L’operazione, la cui pianificazione è iniziata nell’agosto scorso, è durata 15 minuti ed è stata condotta dai corpi speciali dell’esercito americano. Intanto la situazione a livello internazionale resta di massima allerta. Paura per ritorsioni dei talebani e dei simpatizzanti del network del terrore. Anche il capo dell’intelligence americana, Leon Panetta, ha fatto sapere di aspettarsi a breve una vendetta dei seguaci di Osama. Un’opinione condivisa anche da Gilles de Kerchove, coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, che ha detto di aspettarsi anche delle azioni individuali per vendicare la morte del leader fondamentalista.
Dopo l’annuncio di Barack Obama, la notizia è rimbalzata sugli organi di informazione di tutto il mondo. Secondo il New York Times, il capo di al Qaeda sarebbe stato ucciso circa una settimana fa in un raid americano, e il corpo sarebbe in mano alle autorità Usa. Dopo una mattinata di mistero, a causa della pubblicazione di una foto del cadavere che poi si è rivelata essere falsa, la Cnn ha confermato: “Ci sono riscontri sulle tracce di dna”. Notizia poi smentita con un “in corso analisi su Dna”. Subito dopo le parole del presidente degli Stati Uniti, gli americani si sono riversati nelle piazze per festeggiare. Mentre in Pakistan, come riferiscono alcune fonti locali, subito dopo l’uccisione di Osama gruppi di mullah si sono riversati sul posto del blitz per pregare.








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