
Il 18 maggio del 1980 moriva suicida nella sua casa di Barton street 77, oggi meta di molti fans, a soli 23 anni Ian Curtis.
Ian inventò un genere musicale che influenzò gli anni ’80, si trattava del post punk, della musica new wave.
Ian Curtis si suicidò all’apice del successo, prima della partenza per il tour americano che avrebbe lanciato il gruppo verso il successo planetario. Secondo il film biografico del fotografo Anton Corbijn, "Control", prima di impiccarsi Ian avrebbe visto il film di “La ballata di Stroszek” in cui si narra la storia di un musicista che, uscito di prigione, riallaccia il proprio rapporto con una ex prostituta, entrambi si danno qualcosa, lui fa uscire la donna dall’alcool e lei dà un tetto al musicista. Scapperanno insieme in un viaggio improbabile che alla fine li porterà al suicidio.
Ian ascoltò anche l’album di Iggy pop “The Idiot”, per poi abbandonare questo mondo verso mete ignote, quelle mete che nelle sue canzoni è possibile intravedere.
Ian Curtis soffriva di una forte depressione alimentata anche dalla sua condizione di epilettico che lo costringeva ad un uso frequente di farmaci per limitarne gli effetti. Si trattava di un ragazzo straordianario capace di lavorare in un freddo ufficio di collocamento di giorno ed essere una rock star di notte.
Dalle ceneri dei Joy division nacque il gruppo New Order, infatti era stato sancito fra i membri del gruppo che nel caso in cui uno dei membri fosse venuto meno, il nome originario doveva essere sostituito.
I Joy Division vengono anche inseriti nel film di Michael Winterbottom “24 hour party people” in cui viene raccontata la storia della casa discografica Factory.
Anche gli U2 dedicarono subito dopo la morte di Ian una stupenda canzone “A Day Without Me”.
Memorabile è il titolo di una canzone di Ian Curtis “Love will tear us apart,(again)” (l’amore ci farà a pezzi. Di nuovo) che è posta nella sua tomba a memoria di un ragazzo tanto fragile, quanto l’emblema di una metagenerazione che ha attraversato i decenni e che rimane sempre attuale.
Non sarà mai dimenticato il talento di Ian Curtis così prematuramente scomparso, ma soprattutto non saranno dimenticate le sue parole di “Disorder” “Ho aspettato che una guida venisse e mi prendesse per mano. Queste sensazioni potevano forse farmi provare le sensazioni di un uomo normale? Queste sensazioni mi interessano a malapena per un altro giorno.”
Antonio Marchetta








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