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lunedì 14 marzo 2011

Ferrara: 3.000 euro al giorno per difendere Silvio


Giuliano Ferrara oggi 14 marzo, con “Qui Radio Londra”.
Una rubrica quotidiana della durata di 5 minuti – dal lunedì al venerdì – alle 20,30 su RaiUno subito dopo Minzolini.
Confermato il compenso del direttore de “Il Foglio”, anticipato da “Il Fatto”. “Prenderò 3 mila euro a puntata – chiarisce infatti lui stesso nell’intervista di oggi a Repubblica – 15mila euro a settimana”.
Ergo: 3 mila euro per 5 minuti.

“Spero di dispiacere a certi giornali”
Ferrara ha le idee chiare sul suo programma: "Spero di fare polemica – racconta al quotidiano di Ezio Mauro - di rompere la cappa di ipocrisia, di dispiacere a certi giornali, a certi commentatori. L'Italia è occupata non da Berlusconi, ma da una mentalità, da un cultura e da un modo di essere delle élite che mi fa venire l'orticaria".
Piuttosto esplicito, dunque, sul suo ruolo a difesa del premier.


“A Milano un processo stregonesco”
E cristallino sull'inchiesta di Milano (caso Ruby o bunga bunga che dir si voglia): “E’ un processo stregonesco – dice - messo in piedi da pedinatori, giornalisti e magistrati. Un boomerang per gli oppositori del premier. L'alternativa ai leader si costruisce con la politica".
Insomma, una rubrica pro-premier a spada tratta?
Ferrara non ci sta: "Il Cavaliere mi darà mille occasioni per parlare male di lui”. Amen.

L'articolo precedente, "Il Fatto" svela lo stipendio di Ferrara: 1,5 milioni di euro per 3 anni
Un compenso da “elefantino”? Meglio dire “elefantone”.
Giuliano Ferrara fa decisamente centro alla Rai, e pur senza raggiungere i livelli di Vespa, firma un contratto da capogiro.
Per il suo “Qui Radio Londra”, la striscia quotidiana post-Minzolini al via dal 14 marzo, incasserà da viale Mazzini ben 3mila euro lordi l’anno a puntata.
Non male per circa 5 minuti – questa dovrebbe essere la durata giornaliera - di messa in onda.
Le cifre sono svelate oggi da “Il Fatto Quotidiano”. Che rivela anche la durata del contratto: minimo due anni, allungabili - se tutto va bene - a tre.

1,5 milioni di euro per tre anni
Totale del conto: 500 mila euro l'anno. 1,5 milioni di euro per l'en plain triennale.
"In un’azienda piegata da tagli e crisi - scrive Il Fatto - per nessuno è facile strappare un accordo triennale e avere carta bianca per un programma sperimentale con il rischio che sia un fallimento".
Ma tant'è. Per Ferrara Masi si è superato: "Studi pronti in un attimo, via vecchie scenografie, trattativa comoda e Cda all’oscuro di tutto, nonostante il palinsesto sia stato approvato cinque settimane fa".

E l'Annunziata resta al palo
Per spiegare il significato dell'evento Ferrara il quotidiano diretto da Padellaro ricorda il caso di Lucia Annunziata: il suo speciale sul Potere, un settimanale di sei puntate, da mesi avanza e arretra nei progetti di viale Mazzini.
E mentre "Qui Radio Londra" è al via, l’Annunziata aspetta. “Il mio programma - dice lei - doveva già partire a ottobre. La data prevista è ora il 28 marzo, ma il dg non ha firmato ancora la scheda di programma. Non si capisce per quale motivo”.

L'articolo precedente: Berlusconi "piazza" Ferrara al posto che fu di Biagi
Trattativa in fase avanzata. E Giuliano Ferrara conferma: ''Ho avuto l'offerta di rifare la mia vecchia rubrica Radio Londra e l'ho accettata''.
Il direttore de Il Foglio tronerà dunque in Rai, per condurre una trasmissione subito sopo il Tg1, nello spazio che una volta era occupato da "Il Fatto" di Enzo Biagi.
Il programma - a quanto apprende l'Adnkronos che per prima ha diffuso la notizia - dovrebbe esordire entro marzo.
La notizia è destinata evidentemente a nuove polemiche. Già il Tg1 di Minzolini è accusato, infatti, di essere molto squilibrato a favore di Berlusconi.

Giuliano Ferrara è il più vicino a Berlusconi
E Giuliano Ferrara è, in questo periodo, il propagandista più allineato con il presidente del Consiglio (vedi l'intervista rilasciata proprio al Tg di Minzolini pochi giorni fa, o la manifestazione pro-premier al Teatro Dal Verme di Milano).
Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, "traballante" dopo la satira di Luca e Paolo a Sanremo ("Ti sputtanerò") e dopo l'intervento fallito per "moderare" Santoro ad Annozero, ha deciso di piegarsi a uno dei tanti diktat sulla Rai che gli arrivano da Berlusconi.

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