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martedì 22 febbraio 2011

Non solo Medio Oriente: proteste in Cina. Arresti e censura da parte del Governo


L’agenzia stampa di Stato Xinhua ha riferito che a Pechino e Shanghai gli agenti hanno disperso centinaia di persone, radunate in risposta agli appelli comparsi su Internet per una rivoluzione dei gelsomini ispirata alle rivolte nei paesi arabi. Vi sarebbero stati anche diversi arresti. Secondo il Centro di Informazioni per i Diritti Umani e la Democrazia di Hong Kong, più di 100 attivisti sono stati arrestati dalla polizia o costretti agli arresti domiciliari.

“Chiedete libertà, democrazia, riforme e la fine del partito unico”, diceva uno degli appelli diffusi in rete da alcuni blog e siti internet di attivisti residenti all’estero. Dopo aver organizzato la protesta sono scomparsi da ieri sono quindici attivisti cinesi; secondo quanto denunciato da alcuni avvocati, la polizia ha eseguito diversi arresti preventivi. “Alcuni sono scomparsi, altri sono agli arresti domiciliari e i loro telefono sono bloccati”, ha detto Ni Yulan, avvocato e attivista per i diritti umani. “La polizia ha aumentato i controlli anche su di me, sono sempre fuori dalla porta di casa mia”.

La censura su internet impedisce ai cittadini cinesi di accedere alle notizie sulle rivolte in Nord Africa. Se provate a digitare “Rivoluzione Gelsomino” nel sito di micro-blogging Weibo o nel motore di ricerca Baidu non compare nessun risultato.

Valerio Evangelista

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