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venerdì 11 febbraio 2011

B. chiama la piazza contro i giudici Rispondono in 150. Disertano i ministri


Il Pdl lombardo risponde tiepido alla adunata di Berlusconi, che ieri aveva definito il caso Ruby un "golpe morale". Manifestazione contro "l'uso politico della giustizia" davanti al Tribunale di Milano. Non si vedono gli annunciati Gelmini, Romani e Brambilla. Napolitano incontra il premier alle 17

Il Cavaliere ha rotto gli indugi ed è tornato a chiamare il suo popolo a raccolta, ma il primo tentativo non sembra esaltante: poche persone, nessun ministro, solo il sottosegretario Santanché e il coordinatore regionale Mantovani, tra i passanti che urlano "vergogna". Il premier ci aveva già provato due settimane fa, quando era arrivato l’annuncio di una grande manifestazione organizzata dal Pdl “per difendere il premier contro la giustizia politicizzata”. Ma i responsabili del partito avevano frenato e tutto era saltato. Ieri il nuovo cambio di strategia: dopo un pranzo a palazzo Grazioli con i direttori degli house organ di famiglia, Silvio Berlusconi parte all'attacco della magistratura e di chi lo critica, scandendo slogan come "golpe morale" e arrivando ad ammettere: "Io pecco, ma i neopuritani vogliono autoritarismo" (leggi l'articolo). L'iter giudiziario che lo vede indagato a Milano per concussione e prostituzione minorile, intanto, si intreccia con episodi misteriosi: il 31 agosto 2010, ignoti entrano nell’ufficio del capo dei gip di Milano, fanno irruzione nelle stanze di uno dei pm che indaga sul Rubygate. Prendono un faldone che non c’entra nulla e poi lo lasciano cadere a terra. Nello stesso giorno scompaiono le chiavi dell’ufficio del giudice che aveva ordinato le prime intercettazioni (leggi l'articolo). Sul fronte politico non è solo il Caimano ad attaccare. A fargli da spalla c'è il ministro degli Esteri Franco Frattini, che si appella ai diritti umani: "Potremmo ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo per denunciare gli abusi sulla privacy del presidente". Intanto il Pdl cerca di cambiare la Costituzione: 101 parlamentari hanno firmato un disegno di legge per ripristinare l'articolo 68 della Carta, modificato nel 1993 sotto il peso di Tangentopoli

Redazione Il Fatto Quotidiano

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