
Siamo già al terzo singolo estratto, intitolato “If You Ever Come Back”, da quello che, a mio avviso, è di gran lunga il miglior album dell'appena trascorso 2010.
“Science & Faith” si è rivelato infatti una vera propria rivelazione, un lavoro anche migliore rispetto al suo seppur ottimo predecessore, “The Script” (album d'esordio che ha portato l'omonima band irlandese al successo con brani bellissimi come “We Cry”, “The Man Who Can't Be Moved” e “Breakeven”), e che ha fatto ricredere anche i più scettici, che pensavano sarebbe stato difficile ripetersi (e addirittura superarsi) per i The Script.
“If You Ever Come Back” è un brano che a differenza dei due singoli precedenti non è potente e/o maliconico, disperato e complesso.
E' in realtà un componimento molto semplice, che ricorda un pochino i primi The Script, fatto di melodie semplici e di suoni dolci e rilassati, un ritmo soft e un cantato quasi “rappeggiante” (è un aspetto da sempre molto caratterizzante nel sound del gruppo di Dublino).
Una simil-ballata soft, leggera e orecchiabile, molto adatta ai passaggi radiofonici, ma non per questo insulsa e priva di un'anima decisa, anzi qualitativamente è qualcosa di molto meglio rispetto alla media delle canzoni che passano in radio ultimamente.
A chi non ha avuto ancora l'occasione di ascoltare per intero “Science & Faith” consiglio vivamente di non fermarsi solo ai tre singoli estratti (“For The First Time”, “Nothing” e, appunto, “If You Ever Come Back”) e di non lasciarsi scappare questo album di pregevole fattura; al suo interno ci sono dei piccoli capolavori che forse rimarrebbero sconosciuti ai più se non ci fosse più spazio per altri singoli.
Tutti i brani dell'album sono belli, ma in particolare ce ne sono due che spiccano su tutti gli altri: la malinconica “Dead Man Walking” e “This=Love”, un inno all'amore come sentimento universale e a tutte le forme in cui si manifesta; se ci sarà un quarto singolo, spero sia scelto tra una di queste due canzoni.
Luca Stasi,








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