
Con i fischietti, ma anche con le pentole e qualsiasi altra cosa faccia rumore. Nella piazza che rappresenta tutta la nazione. Per far sentire che esiste un'Italia diversa dal "puttanaio" del premier. Oggi dalle ore 21
(18 gennaio 2011) Quando l'arbitro fischia significa che qualcuno ha commesso una scorrettezza: davanti al palazzo del Quirinale ci saranno però dei cittadini indignati, con dei fischietti in bocca, a ricordare a Silvio Berlusconi che quando la scorrettezza è troppo grave, bisogna lasciare il campo. Con l'aggravarsi della situazione del presidente del Consiglio, torna in piazza la società civile per chiedere a B. di fare un passo indietro e dimettersi dalla sua carica. L'appuntamento è previsto per mercoledì dalle ore 21, in prossimità della sede della Presidenza della Repubblica, dove i manifestanti sperano che presto Berlusconi si rechi per rassegnare le sue dimissioni al capo dello stato. La pagina Facebook dell'evento, che in queste ore sta raccogliendo centinaia di adesioni, presenta anche un breve ma chiaro appello: "Italiani, Ignorati..ora Indignati. C'è un'Italia diversa, che non ci sta, indignata dal degrado in cui in presidente del consiglio sta trascinando il Paese".
Alla pagina si è anche aggiunto un blog, indignati.org, con l'obiettivo di raccogliere le facce indignate di chi parteciperà alla manifestazione lontano da Roma e per tradurre il messaggio nel maggior numero di lingue possibili. "Riconosciamo solo l'autorevolezza del capo dello Stato, perciò andiamo da lui, come cittadini che difendono le istituzioni, per chiedere le dimissioni del premier" spiega Gianfranco Mascia, giornalista e scrittore tra i promotori dell'iniziativa.
All'evento prenderà parte anche il Popolo Viola che nei prossimi giorni farà formale richiesta di essere ricevuto dal presidente Napolitano. "Come è stato per gli studenti, anche noi vorremmo che il presidente – spiega Silvia Bartolini, portavoce dei viola – lanciasse un segnale forte sugli eventi di questi giorni ricevendo una nostra delegazione".
Su internet intanto un'altra iniziativa, partita da berlusconidimettiti.org, sta raccogliendo adesioni. Lanciata da quello che si definisce "un gruppo di cittadini", sul sito si raccolgono firme per invitare il presidente del Consiglio alle dimissioni. "L'Italia non è un puttanaio. A prescindere dalle posizioni politiche di ciascuno – si legge sul sito - e dalle valutazioni personali sull'operato del governo, dobbiamo prendere atto che i continui scandali di natura sessuale che travolgono Silvio Berlusconi, evidenziandone la bassezza morale, gettano discredito a livello internazionale sull'Italia. Nel 150esimo anniversario dell'unità nazionale, non possiamo più essere rappresentati da questo Presidente del Consiglio".
di Mauro Munafò








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