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lunedì 20 dicembre 2010

La nuova barzelletta d Berlusconi: “C’è un patto tra Fini e i magistrati”


Esplode un nuovo conflitto istituzionale solo pochi giorno dopo la fiducia ottenuta dal governo. Berlusconi attacca nuovamente Fini, ma nella foga delle accusa coinvolge l’intero corpo della magistratura. Il premier accusa l’Anm di “proteggere il presidente della Camera”. Immediata la replica dell’ex cofondatore del Pdl: “E’ una delle tante barzellette di Berlusconi”.

Il premier rilancia le offerte ai finiani e ai parlamentari Udc di passare nella maggioranza: “Un cattolico non può essere alleato delle sinistre”. Per il premier, che assegna al Pdl un 31%, Casini ha il 6% dei voti “perché piace alle signore” e anche perché, ha una “esposizione televisiva” pari a quella del Pdl a causa della legge sulla par condicio. Per fare le riforme, però, “bisogna allargare la maggioranza”, ammette il Cavaliere. Magari anche con la compravendita di singoli deputati. Ma il presidente del Consiglio nega: “Non abbiamo dovuto garantire alcun posto di sottosegretario nè posti di governo. Chi è tornato avrà solo un posto in lista”.

Secondo il premier (che avrebbe fatto questo ragionamento a pranzo con gli europarlamentari), inosmma, ci sarebbe un accordo tra Fini e Anm in base al quale il presidente della Camera non farà niente contro i magistrati ed in cambio Fini e i suoi uomini “saranno protetti”. In questo quadro,si inserisce, a detta del premier, lo stop alla riforma delle intercettazioni. Con il segretario dell’associazione delle toghe, Luca Palamara, che avrebbe suggerito alcuni emendamenti alla finiana Giulia Buongiorno.

Il Cavaliere, dunque, vede un destino nero per Fini. Che “si è portato in un’rea di non voto, un’area che non esiste” ed è destinato a sparire. “Noi andremo in campagna elettorale a spiegare quello che è successo – avrebbe proseguito Berlusconi -, quando la gente capirà ancora di più Fini è destinato a sparire”.

Ma Fini non sembra intimorito. Poco prima aveva ribadito la sua idea di non tirarsi indietro: “Fin quando dura la legislatura continueremo a vederci per gli auguri di Natale”, ha detto facendo gli auguri ai dipendenti di Montecitorio. Vengono così smentite le indiscrezioni di stampa che lo vorrebbero vicino alle dimissioni dalla presidenza, magari in concomitanza con il congresso fondativo di Futuro e Libertà previsto per metà gennaio a Milano. “Come passa il tempo, sono già due anni e mezzo, è già la terza volta che ci facciamo gli auguri – ha ricordato Fini – e ci vedremo anche in futuro”, perché “le istituzioni restano e gli uomini vanno, siamo pro-tempore e tutti dovrebbero ricordarselo, però- ribadisce – finché dura la legislatura continueremo a vederci per gli auguri di Natale”.

Il leader del Terzo Polo è dunque deciso a tenere testa alle pressioni che arrivano dalla maggioranza affinché lasci la presidenza della Camera, ma stando a quanto pronostica il suo ex fedelissimo Silvano Moffa per lui si annunciano comunque tempi difficili. Il parlamentare, fuoriuscito da Fli in occasione del voto di sfiducia a Berlusconi, ha riferito che “domani con la riunione dei deputati del gruppo Misto che hanno votato la fiducia al governo Berlusconi prenderà corpo la terza gamba della maggioranza di centrodestra”. “Un gruppo – aggiunge Moffa in una nota congiunta con il leader di Noi Sud Arturo Iannaccone – che darà una risposta a quell’esigenza di stabilità numerica e politica di cui il Governo Berlusconi ora ha bisogno”.

Inoltre, sempre secondo Moffa, questa “terza gamba” sarà in grado nei prossimi giorni di attrarre un numero crescente di parlamentari attualmente nelle file di Fli. “Oggi – spiega – è innegabile che esiste una vasta area moderata in Futuro e libertà che credo stia patendo moltissimo una situazione che ha portato il treno di Fli in una stazione molto diversa da quella iniziale. C’è uno slittamento di Fli verso il Terzo polo e un’alleanza con il centrosinistra. Il progetto originario è stato snaturato, il gruppo dei finiani è diventato un’altra cosa. Ci sono persone – ragiona ancora Moffa – con una storia politica simile alla mia che avvertono un fortissimo disagio, ma nessuno vuole strattonare nessuno, ognuno rifletta – è il mio auspicio – senza soverchianti pressioni”.

Il Pd: “Accuse che delegittimano le istituzioni”. “Quelle di Berlusconi sono parole di accusa molto gravi che delegittimano le istituzioni e che devono essere immediatamente chiarite o smentite” afferma la capogruppo nella commissione giustizia della Camera, Donatella Feranti. “Se berlusconi è davvero a conoscenza di protezioni che la magistratura avrebbe garantito a Fini e alcuni suoi ‘uomini’ – prosegue la democratica – non può limitarsi ad affermazioni generiche, ma deve assumersi le proprie responsabilità e quindi riferire subito dei fatti a sua conoscenza nelle sedi istituzionali e giudiziarie”.

Fonte: http://www.repubblica.it/politica/2010/12/20/news/fini_non_si_dimette-10414666/

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