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martedì 7 dicembre 2010

Insect Tracks Bachi da Pietra




Giuseppe Celano

Li avevamo lasciati con ”Tarlo Terzo” che sinceramente ci aveva positivamente meravigliati. Dopo averli visti dal vivo la meraviglia è diventata concreta consapevolezza di avere di fronte un’ottima band. I due adesso, sotto la spinta di Francesco Donadella (Giardini di Mirò), hanno deciso di incidere alcune tracce live, altre in studio, attraverso un sistema monofonico di alta qualità, molto vicino alle produzioni degli anni cinquanta.
Cosa è cambiato, nell’assetto della band, da allora? Praticamente nulla, rimangono un duo, nero come la pece, spartano come una struttura appena concepita. La voce di Giovanni è sempre profonda e claustrofobica, il suo basso acustico produce riverberi ancestrali. È il blues riportato alla sua sana dimensione amniotica, il drumming di Bruno accarezza e sale d’intensità in ”Andata” provocando vertigine.
Quello che c’è di nuovo è la mutazione di alcuni brani che, suonati e rivisti, hanno assunto una fisionomia totalmente, o quasi, stravolta. Tutto questo gioca a favore della band che di certo non vedrete sui palchi di mezzo mondo ma che ci teniamo ben stretti, lieti di poterla seguire dovunque essa si presenti nella penisola. ”Notte Delle Blatte” ha un incedere minaccioso, la voce di Giovanni si fa cavernosa ed acida, le corde in distorsione vibrano dure, Bruno fa capire che le sue minacce ritmiche posso abbattersi sulla vostra mente spazzandola via. ”Casa Di Legno” è un high light assoluto seguita dal ”Mestiere Che Paghi Per Fare”, anche rivoltata e invigorita nel DNA, spinge con forza verso una frattura melodica necessaria.
”Insect Tracks” si presenta come un ibrido registrato di giorno senza pubblico e di notte con il pubblico ad applaudire. La sorpresa consiste in un Dvd film, regia di Luigi Conte, che racconta la storia di questo disco attraverso le sue tracce, svelando molti succosi dettagli tecnici.

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