
L'Italia deve ancora versare 280 milioni di euro al Fondo globale per la lotta all'Aids, alla tubercolosi e alla malaria. E' quanto ricorda oggi ActionAid, in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids. "Nell`ultimo decennio l`Italia ha contribuito alla lotta all`Aids per l`80% attraverso il Fondo Globale per la lotta contro l`Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria e per il restante
20% attraverso accordi bilaterali con i singoli Paesi beneficiari - afferma Marco Simonelli, curatore del rapporto 'Ogni promessa è debito: l`Italia e la lotta all`Aids' - ma negli ultimi due anni il nostro paese è l`unico tra i donatori a non aver versato le proprie quote al Fondo, cioè circa 130 milioni di euro all`anno. Sommate al contributo straordinario di 30 milioni di dollari promesso durante il G8 dell`Aquila dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l`ammanco italiano sale a circa 280 milioni di euro", ricorda ActionAid in un comunicato.
I dati sull’epidemia sono stati resi pubblici qualche giorno fa dal rapporto dell’Unaids che descrive la malattia come una piaga ancora lontano dall'essere debellata. Per la prima volta il numero di infezioni da Hiv nel mondo e' sceso, ma sono comunque almeno 33 milioni le persone che hanno contratto il virus. In totale sono 33,3 milioni le persone che vivono nel mondo con l'Hiv, 2,5 milioni sono minori di 15 anni e 2,6 milioni quelle che hanno contratto il virus nel 2009 (di cui 370 mila bambini), una cifra in diminuzione rispetto ai 3,1 milioni del 1999. Scendono anche i decessi: erano 2,1 milioni nel 2004 e ne sono stati registrati, indicativamente, 1,8 milioni nel 2009, tra questi 260 mila minori di 15 anni. Il rapporto rivela che l'incidenza del virus è diminuita dal 2001 al 2009 del 25% in 22 paesi subsahariani ed anche in India e nel sud est asiatico. Rimane invece stabile negli Usa e nell'Europa centrale ed occidentale mentre cresce di oltre il 25% in Russia ed in diverse altre repubbliche ex-sovietiche.
In Italia i dati dell’Istituto Superiore di Sanità dicono che sono attualmente presenti circa 150.000 persone Hiv positive viventi, di cui più di 22.000 in Aids. La cosa più preoccupante però è che un sieropositivo su quattro non sa di essere infetto. Rispetto a venti anni fa, oggi si infetta un minor numero di persone (circa 4.000 all`anno), ma è molto più elevato il numero dei sieropositivi viventi per effetto delle maggiore sopravvivenza legata alle terapie più efficaci. La principale via di trasmissione è rappresentata dai contatti sessuali non protetti, che tuttavia non vengono sufficientemente percepiti come a rischio, in particolare dalle persone di età matura.
La prevenzione rimane la prima arma contro la malattia. Lo hanno riaffermato gli esperti riuniti per la sessione conclusiva del congresso della Societa' Italiana di Malattie Infettive e tropicali che si e' appena concluso a Roma commentando la notizia della messa a punto negli Stati Uniti di una pillola preventiva. ''La pillola e' stata studiata in un piccolo gruppo di persone particolari, e penso che ci siano due preoccupazioni - spiega ad esempio Samuel Bozzette dell'universita' di San Diego, uno dei principali esperti Usa delle terapie anti Hiv - la prima e' che abbiamo gia' molti problemi per dare i trattamenti alle persone che sono infette, darlo a chi non lo e' potrebbe essere un peso impossibile per il sistema sanitario. Inoltre il farmaco e' stato testato in un gruppo molto piccolo di persone, e penso che generalizzarlo possa essere un problema”.








Nessun commento:
Posta un commento