
La storia del figlio del coordinatore regionale, Giallonardo, indagato per concorso esterno: “Lo segnalai ai vertici, nessuno mi ascoltò. Me ne sono dovuto andare”, dice un ex militante.
Due informazioni: la Lega Nord c’è anche in Abruzzo; e la Lega Abruzzo ha di recente dovuto rapportarsi con alcuni scomodi problemi in odore di camorra, la mafia napoletana. Qualcosa non va, per il Carroccio degli appennini, e a denunciarlo sono stati gli stessi militanti e quadri intermedi. A raccogliere queste testimonianze è oggi il Fatto Quotidiano. “Si parte da un cognome: Giallonardo. Tonino, il padre, è leader del direttivo regionale; Maurizio, il figlio, è sotto indagine alla Procura antimafia di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa. A luglio l’operazione Untouchables causò l’arresto di sei imprenditori campani, vicini ai Casalesi, e due avvisi di garanzia per i costruttori abruzzesi Antonio Cerasoli, boss delle coop bianche, e Maurizio Giallonardo, titolare col padre di un’impresa edile a Lanciano”, scrive il giornale di Padellaro e Travaglio.
AFFARI NEL MATTONE – Una vicenda di riciclaggio di denaro sporco all’ombra del Gran Sasso. A denunciarla, dicevamo, gli stessi iscritti del movimento: “Una brutta storia – dice Stefano Moretti, ex iscritto alla Lega Abruzzo – Quando le indagini hanno colpito i Giallonardo ho chiesto le dimissioni del coordinatore. Ma da Bossi a Maroni nessuno s’è mosso. Anzi, ho dovuto andarmene io”. Le carte processuali rivelano un solido legame tra Maurizio Giallonardo e Michele Gallo, uno degli arrestati, cui avrebbe fatto da prestanome occupandosi di pulire denaro sporco depositandolo su diversi conti corrente. Le intercettazioni confermano: “Eh, un paio de coglioni me so’ preso… con un milione di assegni, al 10%, dovrei tenere centomila euro… dobbiamo parlare. Non andiamo bene così”, lamenta Giallonardo per lo scarso rendimento dell’operazione”. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti una strana società edile messa in piedi in uno stabile terremotato: che abilità, ironizza il Fatto. “Al centro degli sforzi l’impresa di costruzioni Gam creata “su direttiva rivolta da Gallo al proprio referente Cerasoli”, dicono i magistrati. Ma i controlli della Dda de L’Aquila bloccarono Gam sul nascere: strano costituire una società in una palazzina terremotata e inagibile. Con un titolare, cognato di Gallo, residente a Frignano, vicino Caserta. Cerasoli riesce a piazzare solo qualche lavoro, ha bisogno di contanti e li chiede a Gallo. Che si rivolge a Giallonardo, uomo dalle mille risorse: “Ti faccio il bonifico… vai dove già tieni aperto qualche conto, no?”, chiede Gallo. E lui replica: “Là ci tengo aperto il conto della Toscano immobiliare l’agenzia… cumpà”. Gallo: “Per Toscano tu sei l’amministratore ? ”. Giallonardo: “Sì”. Sul sito della Lega Abruzzo l’indirizzo di Tonino Giallonardo, responsabile provinciale per Chieti oltre che leader regionale, è chlanciano@gruppotoscano.it. Affari di famiglia, ma poco importanti per la Lega”, conclude il giornale: i vertici del Carroccio, a sentire i militanti, si sarebbero del tutto disinteressati delle denunce.
Tommaso Caldarelli








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