
Povca puttana, povca tvoia.., impreca e sbuffa sollevando i volants della camicia il Tremonti di Corrado Guzzanti vestito da Ministro del Re Sole. "Povca puttana" non la capisce nessuno la sua strategia economica dove "la piccola e media impresa vale un piccolo e medio minga. È il sommerso che salva l'Italia". Oppure "è colpa vostra se le tasse aumentano. Se non le pagate vedete che non aumentano".
Ma si consoli Tremonti, non è solo. Perché il "Guzzanti Recital" è un'intera galleria di illustri incompresi. C'è l'immaginifico Fausto Bertinotti che in vacanza alle Bahamas e attaccato dalle zanzare, fu illuminato e vide la strada per il finale trionfo del comunismo: "i gvandi animali non spaventano più, ova il pevicolo avviva dai minuscoli vivus. Dunque pev vinceve noi dobbiamo scindevci in milioni di pavtiti invisibili".
E poi c'è la Gelmini (Caterina Guzzanti). Non capisce neanche lei che cosa dice, o meglio cosa legge, perché i discorsi li scrivono altri. Ed ecco Prodi. Rigido e impalato alla stazione di Bologna tra un binario e l'altro, sotto la pioggia e il sole, l'estate e l'inverno. "Sto fermo e aspetto. Aspetto e sto fermo. Perché l'Ulivo è un albero mica va a spasso".
E poi via: con il cinismo del cardinale; il concentrato di luoghi comuni di Miss Italia; Quelo il santone; una voce off che chiama da casa furiosa col mondo; la bionda Vulvia di Rieducational Channel con cruciali quesiti ("come si fa a pulire l'impronta dell'uomo sulla Luna?") e soprattutto Corrado, vero e mascherato, che anima due ore di spettacolo su un Italia disastrata di cui non resta che ridere.








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