Created by Watereffect.net

venerdì 26 novembre 2010

Oggi è la giornata internazionale per la difesa degli animali da pelliccia: una articolata manifestazione è stata inscenata dagli attivisti.





Gatti, cani, conigli, agnelli, procioni: animali considerati da compagnia e da cortile che invece vengono utilizzati per realizzare pellicce, colli, imbottiture e accessori. Per una sola pelliccia sono necessarie le pelli di 20-30 gatti domestici, 15-20 cani, 30-40 conigli e procioni, oltre che di 200-400 scoiattoli, 180-240 ermellini, 130-200 cincilla’, 30-70 visoni. Sono le cifre di un’emergenza lanciata dagli animalisti italiani che oggi a Roma, in occasione della giornata mondiale senza pellicce, hanno organizzato una rappresentazione simbolica dei metodi utilizzati per ottenere le pelli degli animali e hanno allestito un gazebo presso il quale firmare la petizione per ottenere l’etichettatura delle pellicce. Nel corso della rappresentazione, due volontarie si sono improvvisate moderne Crudelie DeMon che sfilavano con pelli di animali insanguinate.

LA CRUDA REALTA’ – Subito dopo, due attivisti hanno tirato fuori dalle ‘gabbie’ altri animali (impersonati da altri manifestanti), inscenando i metodi utilizzati per scuoiare (anche vivi) e uccidere gli animali da pelliccia (bollitura e scuoiamento da vivi, lo sparo di un chiodo in fronte, l’utilizzo di elettrodi). L’iniziativa organizzata in piazza del Popolo si inserisce nella Campagna nazionale per la salvezza degli animali da pelliccia di cui e’ testimonial la cantante Romina Power. “Prima di morire, gli animali da pelliccia patiscono trattamenti crudeli – ha dichiarato Walter Caporale, presidente dell’Associazione animalisti italiano onlus – vengono tenuti in condizioni aberranti, prigionieri destinati a una morte dolorosa”. Metodi crudeli che non interessano solo gli animali comunemente noti per realizzare le pellicce (visoni, cincilla’, volpi), ma anche animali da compagnia e da cortile. “Ogni anno il commercio di cani e gatti – ha sottolineato Caporale – il cui pelo viene utilizzato per inserti di guanti, giocattoli, borse, cappucci e calzature, miete circa due milioni di vittime. Colpevoli di questa sofferenza – ha tenuto a ricordare il presidente degli Animalisti italiani – sono allevatori, venditori, stilisti, case di moda ma anche coloro che pubblicizzano, acquistano e soprattutto indossano questi capi e accessori. Oggi e’ possibile evitare di alimentare questo business, la moda consente di avere tantissime alternative creative, originali e di qualita’ tali – ha concluso Caporale – da non giustificare assolutamente la preferenza per le pellicce”.

Nessun commento:

Posta un commento