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venerdì 12 novembre 2010

Che brutta fine, Pierino


Una volta Chiambretti era cinico ma faceva ridere. Adesso è diventato un impasto di luoghi comuni, frasi fatte e tristi battute a sfondo sessuale
Donne seminude; quel genere di umorismo che si esplica nel sottolineare l'ultima parola dell'espressione: "Prendere due piccioni con una fava"; l'adozione delle gergalità da giornale popolare (tema di una recente puntata: "Il Toy Boy è meglio del Botox?"), la fisiognomica della sazietà esistenziale e professionale evidente in quell'espressione da arrampicatore arrivato in vetta...

Cinismo? Molti suoi fan hanno pensato che Piero Chiambretti fosse cinico quando è approdato a Mediaset. Ma l'ipotesi non è solo tardiva: probabilmente è anche sbagliata.

Cinico Chiambretti lo è stato, certamente, ai tempi del "Divano in piazza", o quando passeggiava al Pincio col presidente Cossiga o quando bollava ogni canzone sanremese con il crudele motto "Comunque vada, sarà un successo!".

Ora con "Chiambretti Night" (Canale 5, giovedì h. 23.30; venerdì h. 0.00), appare invece molto indulgente. Non odia più gli italiani, gli alti di stature, le gnocche, i seduttori, i potenti, gli impotenti, i freak, i mascalzoni, chi non sa stare in tv, chi ci sa stare meglio di lui... Ora fa il galante con una Brigitte Nielsen pronta al disarmo, e la presenta con frasi sgraziate come "Viene dalla Danimarca, la città delle fiabe". Parla sempre molto, per dare la sua didascalia a quel che si vede, ma né quel che si vede sorprende né quel che lui dice diverte più tanto.

Ha sempre il sesso in mente, ma quando elabora immagini di famosi calciatori brasiliani per mostrarli vestiti da donna si capisce che se Chiambretti è stato cinico, molto più cinico di lui si è rivelato essere il suo destino.
Stefano Bartezzaghi

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