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giovedì 28 ottobre 2010

Ruby, il mistero dei 30mila euro






“Sono una persona di cuore, e mi muovo sempre per aiutare chi ha bisogno di aiuto. Sono qui per occuparmi della spazzatura vera e della spazzatura mediatica lascio a voi di occuparvene”. Incalzato da una domanda di Conchita Sannino di Repubblica sul caso “Ruby” nella conferenza stampa ad Acerra, Silvio Berlusconi ha voluto glissare e ha contrattaccato: “Nessun contraddittorio, usiamo il sistema di Annozero. Contraddittorio nei miei confronti zero. Insulti e accuse a iosa, contraddittorio zero”.

Erano tanti i giornalisti arrivati ad Acerra per assistere alla conferenza stampa del premier sull’emergenza rifiuti in Campania.L’organizzazione non era preparata e quindi una quindicina sono stati accompagnati fuori. Si tratta dei cronisti del Sole 24 Ore, del Roma, Metropolis e alcune agenzie. Anche Vincenzo Iurillo, inviato del Fatto quotidiano, era tra di loro. Dentro invece, oltre alla giornalista di Repubblica, c’erano gli inviati di Annozero, della Stampa, delle tv e di molti quotidiani locali. Alcuni di loro erano riusciti a entrare, ma sono stati portati all’esterno dalla security perché la sala stampa allestita era troppo piccola per ospitare giornalsti, operatori tv e rappresentanti delle istituzioni: “Siamo rimasti fuori perché la sala era un bugigattolo 4×3″, spiega Iurillo. Gli addetti alla sicurezza per calmare le proteste dei cronisti “hanno detto che saranno fatte solo dichiarazioni, non domande”. Quindi si sono accompagnati fuori, dove sono stati chiusi dalle transenne: “Da un lato avevamo le transenne, e abbiamo solo potuto vedere Berlusconi uscire dalla riunione. Alle spalle invece c’erano altri addetti alla sicurezza sulla montagnola e ci guardavano con i binocoli”. C’erano degli altoparlanti, che hanno permesso loro di ascoltare le dichiarazioni del premier: “Quando abbiamo sentito che c’era il tempo per le domande ci siamo incazzati. Non c’è stata possibilità di farle, e quelle dei colleghi non potevamo sentirle”.

confermata l'indagine della Procura di Milano. La giovane marocchina fa tremare il premier: "Ho ricevuto 30mila euro in una busta da Silvio Berlusconi". Le parole della ragazza sono al vaglio del pm Antonio Sangermano, titolare dell'inchiesta. E raggiunta dalle agenzie lei dice: "Sono amareggiata". Intanto l'impresario televisivo Lele Mora e il direttore del tg di Rete 4 Emilio Fede risultano indagati per favoreggiamento alla prostituzione (leggi l'articolo). E il giornalista ammette: "Può essere che abbia incontrato la ragazza". Ieri pomeriggio si è svolto un vertice alla procura di Milano. Nella vicenda c'è uno strano tentativo di adozione: un avvocato milanese ha presentato al tribunale dei minori una richiesta di affidamento. L'aspirante mamma è Diana Mora, figlia di Lele (articolo di Gianni Barbacetto). Ma non è tutto. Il 27 maggio, quando Ruby fu accusata di aver rubato soldi e gioielli per 3mila euro, arrivò una telefonata dalla presidenza del Consiglio. E a salvarla fu il provvidenziale intervento dell'igienista dentale del Cavaliere, Nicole Minetti

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