
In Sicilia esiste un gruppo dedito alla sistematica spoliazione della regione. Che fa capo a due potenti ministri: Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo. La durissima accusa del governatore che ha appena rotto con Berlusconi
Quello che qui denuncia Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, è senza mezzi termini un gruppo "dedito alla sistematica spoliazione della Sicilia, in proprio e per conto terzi". È la storia dell'isola dai tempi in cui, leggasi Cicerone, il proconsole Verre rubava il grano, per Roma e per sé, attacca Lombardo. Solo che ora i proconsoli in questione si chiamano Angelino Alfano, ministro della Giustizia, Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, Pino Firrarello, senatore Pdl nel collegio di Acireale e sindaco di Bronte. In ballo ci sono miliardi di euro, 5 o 6 solo nella partita dei quattro termovalorizzatori cancellati da Lombardo a Palermo Bellolampo, Augusta, Paternò nel Catanese e Casteltermini nell'Agrigentino. Nonché il futuro politico dell'isola del 61 a 0 per un centrodestra che ora si ritrova fuori dal potere. E chi ha provocato un tale sconquasso? Un signore che nell'ufficio catanese della Regione dove lo incontriamo s'è portato il busto in bronzo di Mario Scelba, "che conoscevo bene e per il quale ho fatto la campagna delle europee del '79", racconta addentando fichi d'india bastardoni di Belpasso.








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