Created by Watereffect.net

mercoledì 20 ottobre 2010

Cagliari. La protesta dei pastori sardi diventa guerriglia urbana





Cariche delle forze dell’ordine, lacrimogeni e lancio di pietre e bottiglie davanti al Consiglio regionale della Sardegna. La protesta dei pastori sardi, in lotta per il prezzo del latte e per il generale stato di crisi del settore, a Cagliari si è trasformata in vera e propria guerriglia urbana: un ferito grave, che rischia di perdere un occhio, dopo essere stato colpito in viso da un candelotto lacrimogeno, tanti contusi e cinque persone arrestate durante i disordini.


CAGLIARI - "I disordini di ieri sono stati provocati da infiltrati che poi abbiamo cacciato via". E' la testimonianza di Filippo Gioi, uno dei coordinatori della manifestazione del Movimento pastori sardi di ieri culminata con gli scontri in via Roma a Cagliari tra allevatori e forze dell' ordine. "Non volevamo che finisse così - ha aggiunto Gioi - le manifestazioni di Alghero e Olbia si sono svolte pacificamente. Qui abbiamo visto persone che lanciavano bottiglie ma che noi pastori non abbiamo riconosciuto come dei nostri. Non volevamo noi gli scontri con le forze dell'ordine". Il lancio di bottiglie è avvenuto dalla parte retrostante mentre la successiva carica delle forze dell'ordine ha impattato con i manifestanti che si trovavano pacificamente davanti al Consiglio regionale, uomini e donne con bandiere e con le mani alzate.



IERI GUERRIGLIA URBANA IN CENTRO CAGLIARI (di Stefano Ambu) La rivolta delle campagne che diventa guerriglia urbana: cariche delle forze dell'ordine, lacrimogeni e lancio di pietre e bottiglie davanti al Consiglio regionale della Sardegna. Un ferito grave, che rischia di perdere un occhio, dopo essere stato colpito in viso da un candelotto lacrimogeno: l'uomo, un quarantenne, è sottoposto a un intervento chirurgico nella clinica oculistica dell'ospedale San Giovanni di Dio. Ci sono stati anche tanti contusi e cinque persone arrestate durante i disordini. E' finita così la manifestazione dei pastori sardi in lotta per il prezzo del latte e per il generale stato di crisi del settore cominciata questa mattina (ieri, ndr) davanti alla fiera campionaria. Era in qualche modo il replay della protesta con la quale, poco più di un mese fa, erano state chieste al governatore Ugo Cappellacci precise garanzie e interventi immediati per il futuro della pastorizia. Ma non c'é stato l'happy end della volta scorsa con il festoso ritorno a casa a bordo delle decine di pullman arrivate nel capoluogo. Questa volta è terminata con via Roma, la strada davanti al porto, devastata e sotto choc, con le serrande di bar, negozi e uffici che si chiudevano in anticipo per paura del finimondo. Una mezz'ora da incubo.



Lo scontro tra i pastori del Movimento di Felice Floris e le forze dell'ordine in tenuta antisommossa è cominciato intorno alle 18 sotto i portici del palazzo regionale, sul lato che si affaccia in via Lepanto. Improvvisamente molti manifestanti si sono riversati contro uno degli ingressi laterali della Regione. E sono cominciate a volare bottiglie e lattine lanciate verso le forze dell'ordine schierate in difesa dell'entrata. Forse la paura di poter essere sopraffatti ha provocato la reazione con i primi lanci di lacrimogeni. A quel punto si è scatenata una vera e propria guerriglia urbana tra via Lepanto e via Roma, sino al porto. Un gruppo di manifestanti ha svuotato un cassonetto carico di bottiglie e ha iniziato a lanciare il vetro contro polizia e carabinieri e addosso alle finestre del Consiglio. La reazione non si è fatta attendere. Cariche, lancio di lacrimogeni e una decina di cellulari che hanno invaso via Roma per impedire che venisse rioccupata dai pastori. In mezzo diversi contusi sia tra i manifestanti, sia tra le forze dell'ordine. Anche un fotografo é dovuto ricorrere alle cure dei medici per una contusione al capo. La situazione è faticosamente ritornata alla normalità e intorno alle 20.30 i manifestanti rimasti a dare manforte a dodici rappresentanti del Movimento pastori che nel frattempo avevano occupato una sala del Consiglio regionale erano poche decine. Solo una tregua. Domani (oggi, ndr) i pastori saranno di nuovo davanti al Palazzo di via Roma messo a ferro e fuoco: a rischio la seduta dell'Assemblea in programma nel pomeriggio. Condanna bipartisan sull'uso della violenza. "Protestare è sacrosanto - ha detto il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan - Ma gli scontri di oggi (ieri, ndr) a Cagliari alla fine servono solo ad impedire la possibilità di superare gli ostacoli e di avviare così verso obiettivi effettivamente raggiungibili le parti coinvolte in una vicenda assai complicata". "Le ragioni legittime di una protesta - ha sottolineato il governatore sardo Ugo Cappellacci - non possono mai giustificare degenerazioni come quelle viste davanti al Consiglio regionale".

Nessun commento:

Posta un commento