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domenica 24 ottobre 2010

Ancora guerriglia a Terzigno


Ancora disordini nella notte a Terzigno dopo l’incontro tra le istituzioni, mentre un altro vertice si tiene in Prefettura questa mattina per decidere del “congelamento” della discarica di Cava Vitiello. Nonostante la ricerca di un accordo che soddisfi tutti quella passata è stata la quarta notte di violenze e tumulti tra facinorosi e forze dell’ordine. Le proteste non sembrano placarsi e stamattina all’alba altre manifestazioni e blocchi sono avvenuti in altre zone del Napoletano.

Gli scontri – Forze dell’ordine e manifestanti si sono sono fronteggiati da un capo all’altro della rotonda Panoramica con lanci di petardi e lacrimogeni. Più volte i manifestanti, si tratta di gruppi di giovanissimi, sono avanzati verso le forze dell’ordine che hanno reagito con piccole cariche di alleggerimento. Sul selciato gli agenti hanno anche trovato una molotov non esplosa, mentre almeno altre tre molotov sono state fatte esplodere a poca distanza da un mezzo della polizia. E ancora lanci di pietre verso i poliziotti e masserizie date alle fiamme lungo la strada che collega la rotonda Panoramica al centro di Boscoreale. Quando i giovani manifestanti – alcuni hanno agito a volto scoperto – sono arretrati, hanno messo di traverso lungo la carreggiata l’autovettura di un giornalista freelance, incendiandola successivamente in modo da rallentare l’avanzata delle forze dell’ordine. La rotonda Panoramica – come ogni sera rimasta al buio perché qualcuno ha staccato la corrente – è stata illuminata solo dai bagliori di petardi e lacrimogeni. Al termine delle operazioni, due persone sono state fermate dalla polizia per essere identificate. I due, un ventunenne di Scafati e una coetanea di Ottaviano, saranno processati per direttissima lunedì per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Si registrano invece sei feriti tra gli agenti delle forze dell’ordine. Il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella parla di “clima crescente di contestazione” accusando i “facinorosi” che hanno condizionato l’assemblea, facendo respingere il documento.

Tuttavia si allarga nel Napoletano la protesta contro le discariche. All’alba di oggi un gruppo di manifestanti ha inscenato una manifestazione all’ingresso della discarica di Chiaiano. Alcune decine di persone, secondo quanto si apprende dalle forze dell’ordine, hanno rallentato l’accesso dei camion all’invaso, l’unico finora utilizzato al momento dal comune di Napoli per lo smistamenti di 700 delle oltre 1400 tonnellate di rifiuti quotidianamente prodotte. Le operazioni di scarico sono riprese regolarmente solo grazie all’intervento della Polizia che ha presidiato per qualche ora sia l’accesso di Chiaiano che quello dei Camaldoli.

I vertici istituzionali – Nella serata, prima che cominciassero i disordini, c’era stato un vertice in prefettura a Napoli tra i sindaci dei comuni interessati, il presidente della Campania Stefano Caldoro, il presidente della Provincia e il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. “Decideremo con la Regione Campania quando la gestione della discarica Sari passerà dalle mani dell’Asia a quelle della Protezione Civile”, ha affermato Bertolaso.
“Non andiamo in alcun modo a creare problemi nelle altre discariche e nelle altre province – ha detto al termine dell’incontro Bertolaso- Abbiamo un termovalorizzatore, quello di Acerra, che funziona ed è in grado di ricevere tutto quello che viene prodotto nell’ambito della provincia di Napoli”. Caldoro si è detto “fiducioso”: “Aspettiamo stanotte nel rispetto delle decisioni che si prenderanno”, ha affermato, ribadendo che la situazione attuale è la conseguenza di “15 anni di ritardi e non decisione” da parte della vecchia amministrazione regionale. Il governatore ha poi chiarito che “la Commissione Europea ha bloccato le risorse a causa della vecchia gestione”, ma, è ormai giunto il tempo di sbloccare quei fondi che appartengono alla Regione.

E questa mattina Bertolaso e altri amministratori si incontreranno di nuovo in prefettura. Saranno assenti i sindaci del Vesuviano perché proveranno a illustrare alla “gente per bene”, come dice Langella, i contenuti dell’intesa trovata.

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