
Strali contro chiunque, una robusta dose di termini volgari e tanta, tanta autoreferenzialità: in due parole, Fabri Fibra.
Naturalmente questa è la visione più schematica e immediata, si possono trovare chiavi di lettura a diversi livelli di profondità nei testi del rapper di Senigallia; a quel punto l'impatto delle sue canzoni diventa qualcosa di assolutamente soggettivo, c'è chi esulta vedendovi un eroe fuori dagli schemi e chi invece pur cercando di scavare torna al disegnino fatto all'inizio di questo articolo.
S'intitola “Controcultura” il nuovo album di Fibra uscito giusto pochi giorni fa, è una corposa sfilza di brani in alcuni dei quali l'autore si esibisce in solitaria, in altri si giova della collaborazione di colleghi quali Marracash e Dj Double S.
Ad illustrare il disco è stato chiamato il singolo “Vip in trip”, sparata a 360° nei confronti di chi ha bisogno di futili giustificazioni per andare ad un concerto del nostro eroe o votare per la Lega, così come contro più o meno chiunque non la pensi come l'autore (non che sia facilissimo individuare una linea di pensiero ben definita, comunque).
Il meccanismo è quello consueto: mandare a quel paese questo o quello, tanto prima o poi qualcuno si troverà d'accordo e si unirà al coro (salvo poi essere presumibilmente a sua volta attaccato).
Al singolo si accompagna un video che ha per protagonisti Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, naturalmente per il tramite di due attori somiglianti: i due viaggiano su di una spider spandendo soldi - destinati ad un arabo che rifornisce il serbatoio di benzina, il riferimento è men che sottile – e cantando a squarciagola, mostrando insomma un atteggiamento di irridente cafoneria.
Un po' come se sull'auto de “Il sorpasso” ci fossero due Gassman, sia detto con mero spirito esemplificativo e con infinite scuse al Mattatore per averlo tirato in ballo qui.








Nessun commento:
Posta un commento