La sparatoria contro l'imbarcazione Ariete di Mazara del Vallo è avvenuta in acque internazionali e non ha causato feriti tra i membri dell'equipaggio
Una motovedetta libica con a bordo anche militari italiani ha sparato contro un peschereccio di Mazara del Vallo. L’imbarcazione che ieri sera ha aperto il fuoco è una delle sei, appartenenti alla Guardia di finanza, che il governo italiano ha consegnato alla Libia nell’ambito dell’accordo per contrastare l’immigrazione clandestina. A essere presa di mira a pochi giorni dalla discussa visita di Muhammar Gheddafi nel nostro Paese è stato il peschereccio Ariete, che non si è fermato all’alt intimato dalla motovedetta libica, su cui i nostri militari svolgevano la funzione di osservatori e consulenti tecnici prevista dall’accordo.
La sparatoria al largo delle coste della Libia non ha avuto conseguenze sull’equipaggio, che è riuscito a evitare l’abbordaggio e ha proseguito la navigazione verso il porto di Lampedusa, dove è giunto questa mattina. I colpi di mitraglia hanno sforacchiato la fiancata e un gommone utilizzato come tender. Sull’accaduto la Guardia costiera ha avviato un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità.
Secondo quanto ha riferito il comandante del peschereccio Gaspare Marrone, l’assalto è avvenuto a circa 30 miglia dalle coste libiche, al confine con la Tunisia, all’interno del Golfo della Sirte. Una zona che le autorità di Tripoli, nonostante le norme del diritto marittimo internazionale, continuano a considerare di propria esclusiva competenza. ”Siamo vivi per miracolo, hanno sparato all’impazzata sfiorandoci – ha raccontato Alessandro Novara, un membro dell’equipaggio –. Solo per un caso non hanno provocato l’esplosione di alcune bombole di gas”.
L’Ariete è un peschereccio d’altura di 32 metri con dieci uomini d’equipaggio, che in passato è stato protagonista di numerosi interventi di soccorso a barconi di migranti in difficoltà. Per lo spirito di abnegazione dimostrato in queste occasioni, nel giugno del 2008 il capitano Marrone e il suo equipaggio hanno ottenuto il premio “Per mare”, istituito dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati.
”Il governo deve riferire immediatamente in Aula su questo gravissimo incidente e sulle implicazioni per la nostra politica estera – ha detto il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi –. L’Italia ha accolto il dittatore Gheddafi come non avrebbe dovuto, gli ha concesso di tutto e di più, con il risultato che i nostri pescherecci vengono mitragliati dalle vedette libiche”.
lunedì 13 settembre 2010
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