Created by Watereffect.net

lunedì 27 settembre 2010

Beni off-shore


Antonella Mascali
La falsa campagna moralizzatrice
dei “b e r l u s c ones”
contro le società
off shore, per colpire
Gianfranco Fini, non poteva
che provocare una facile risposta
del presidente della
Camera, dopo la rottura con
il cavaliere: “Sia ben chiaro:
personalmente non ho né denaro,
né barche, né ville intestate
a società off shore, a
differenza di altri che hanno
usato, e usano, queste società
per meglio tutelare i loro
patrimoni familiari o aziendali
e per pagare meno tasse”.
Sottinteso, naturalmente,
il nome di Silvio Berlusconi,
il re dei fondi neri all'estero.
Lo hanno accertato
sentenze definitive. Come
quella per il corrotto e prescritto
avvocato David Mills,
il mago delle off shore del
premier. O la sentenza del
processi All Iberian 2, che ha
accertato una colossale evasione
fiscale, 1500 miliardi di
lire, ma non ha potuto decretare
la condanna di Berlusconi.
Come? Grazie a una delle
sue leggi, quella sulla depenalizzazione
del falso in bilancio,
“ il fatto non costituisce
più reato”.
FINI ha parlato anche di ville e
barche. Si riferiva ad almeno
sei ville che il suo ex alleato
possiede tra Antigua e le Bermuda,
intestate a off shore.
Berlusconi è proprietario anche
di una barca di 48 metri,
valore all'incirca 13 milioni di
euro. È intestata alla società
Morning Glory Yachting Limited,
neanche a dirlo, con sede
alle Bermuda.
Il salto verso i fondi neri, il Cavaliere
l’ha compiuto a metà
anni ’90 servendosi di Mills, soprannominato
l' architetto delle
off shore. Le società occulte
all'estero hanno permesso a
Berlusconi di accantonare
centinaia di miliardi di lire, di
evadere il fisco, di pagare mazzette,
come i 21 miliardi a Bettino
Craxi, di eludere la legge
Mammì, che all’epoca impediva
a un editore di avere più di 3
televisioni. Il cavaliere, invece,
era anche l’azionista di
maggioranza, segreto, di Tele
più. La sentenza di primo grado
del processo Fininvest- Gdf
del ’96 ha stabilito che alcuni
militari delle fiamme gialle si
sono fatti corrompere proprio
per non indagare sulle off shore
del biscione. In appello e in
Cassazione le prove per condannare
il premier non sono
state ritenute sufficienti. In secondo
grado ha contribuito alla
sua salvezza, la falsa testimonianza
di Mills del novembre
’97. Sappiamo adesso che per
quella, come per un’altra deposizione
reticente, al processo
All Iberian, gennaio ’98, il legale
ha avuto 600 mila dollari.
E per queste dichiarazioni taroccate
in suo favore, Berlusconi
è ancora sotto processo.
Sospeso, come gli altri procedimenti,
grazie ai vari scudi.
Ai giudici milanesi di All Iberian,
Mills ha nascosto tra l’al -
tro anche i reali beneficiari di
“Century One” ed “Univer sal
one”, le due off shore nell'isola
di Guarnsey, intestate a Marina
e Piersilvio Berlusconi, per decisione
del padre. Un fatto che
scopriranno nel 2004 i pm Fabio
De Pasquale e Alfredo Robledo.
Mentre i difensori di
Berlusconi fino ad allora avevano
ripetuto che erano “società
del tutto estranee a Fininvest e
Mediaset”.
I falsi
in bilancio
I FALSI in bilancio, conseguenza
del vizietto delle off
shore, hanno portato a un altro
processo: quello per la compravendita
dei diritti tv di Mediaset.
Ma grazie a un’altra delle
leggi ad personam, la ex Cirielli,
che ha accorciato la prescrizione,
sono state azzerate
la frode fiscale per 120 miliardi
di lire e l’appropriazione indebita
per 276 milioni di dollari,
fino al 1999. Restano in piedi
quelle fino al 2003. C'è poi una
costola di questa indagine, denominata
“M e d i a t ra d e - R t i ”, in
fase di udienza preliminare,
bloccata sempre per il legittimo
impedimento. Berlusconi
è accusato di appropriazione
indebita e frode fiscale. Mentre
il figlio Piersilvio e il presidente
di Mediaset Fedele Confalonieri
di frode fiscale, fino al
settembre 2009. Secondo la
procura di Milano, Mediaset
avrebbe nuovamente falsificato
i bilanci e gonfiato i costi per
l’acquisto di diritti tv da major
americane. I soldi, 100 milioni
di dollari, sarebbero transitati
su banche estere e, in gran parte,
confluiti su conti riconducili
a Berlusconi e ad alcuni
suoi manager. A Silvio Berlusconi,
sono contestate operazioni
tra il 2002 e il 2005. Anni,
come per l'inchiesta madre, in
cui era sempre

Nessun commento:

Posta un commento